Come vi anticipavamo qualche minuto fa parlando della nuova 9-5, molto presto si sarebbero sciolti i dubbi sul futuro di Saab. Non abbiamo dovuto aspettare neanche qualche minuto che Reuters ha battuto una notizia facendo il nome di Koenigsegg come compratore della casa di Trollhättan. Secondo quanto riportato, mancherebbero solo le ultimissime formalità prima degli annunci ufficiali.
La televisione svedese SVT ha citato alcune fonti certe secondo cui General Motors avrebbe già firmato una lettera di intenti con gli acquirenti. Nei prossimi mesi comunque, le trattative GM-Koenigsegg continueranno, per definire tutti gli aspetti dell’operazione.
Tra i contendenti in gara per Saab veniva data fino ad un certo momento anche Fiat, ma sia GM sia Torino hanno recentemente smentito a più riprese qualunque contatto in vista di un’acquisizione industriale.
Continua a leggere: Praticamente ufficiale: Saab sarà comprata da Koenigsegg
Certo che alcune dichiarazioni, pure se apprezzabili per la loro sincerità, lasciano per un momento di sale chi le legge o le ascolta. Soprattutto se a pronunciarle sono grandi capitani d’industria come il nuovo presidente di General Motors Edward Whitacre, che ieri ha dichiarato di “non sapere nulla di automobili”. Beh, come inizio potrebbe non sembrare il migliore per una compagnia che si trova in bancarotta ed ha l’obbligo di uscirne sana. Eppure Whitacre non è uno sprovveduto.
Il nuovo manager di Detroit, uno dei più famosi oltreoceano, ha legato il suo nome al grande successo di AT&T, e non teme per niente questa nuova sfida, presentandosi davanti al difficile mondo dell’auto con una grande consapevolezza di sé: “Gli affari sono affari, ed io ho tutte le capacità per imparare a muovermi in questo nuovo settore. In fondo, non sono così vecchio.” ha concluso ironicamente il 67enne Whitacre. Che già ci sta simpatico per la sua sfrontatezza ostentata.
Anche gli analisti del settore auto, in confidenza e ancora sottovoce, affermano che si tratta di una scelta di alto profilo, soprattutto perché in AT&T è stato capace di slegare la compagnia dal business tradizionale. In fondo, con GM dovrà fare più o meno la stessa cosa…
Continua a leggere: Il nuovo presidente General Motors: "Non capisco niente in fatto di auto"
General Motors, ricalcando di fatto la scelta operata da Ford con Visteon, erogherà 2,5 miliardi di dollari in favore del fornitore Delphi, nato come spin-off proprio da GM nel 1997 ed oggi in fase di bancarotta controllata, come l’ex-casa madre e lo stesso concorrente Visteon.
Secondo Automotive News, oltre a GM, anche il fondo di investimenti Platinum Equity interverrà per tirare Delphi fuori dalla bancarotta (che dura da quattro anni), investendo 750 milioni di dollari e guadagnando così il controllo dell’azienda, una volta terminate le procedure regolate dal Chapter 11.
Delphi emergerà dalla bancarotta con un capitale di 3,6 miliardi, ma ancora non è stato reso noto chi metterà i rimanenti 350 milioni. GM per ora ha confermato che dirigerà la produzione in cinque delle fabbriche Delphi.
La definizione dell’accordo tra General Motors e Magna International per la cessione di Opel da Detroit al fornitore austro-canadese va avanti. Il prossimo delicato argomento in agenda è quello delle pensioni degli ex-dipendenti della casa tedesca, e di chi si farà carico di questo impegno, quantificabile in circa 4,5 miliardi di euro secondo Handelsblatt.
“Al momento attuale la questione è ancora aperta”, secondo un portavoce del governo di Berlino. L’amministrazione federale tedesca non può e non vuole far pesare ulteriormente sulle spalle dei contribuenti (a maggior ragione in questa fase di crisi economica ed in vista delle elezioni) un ulteriore intervento ausiliario in favore della casa.
Lo stesso portavoce governativo si è poi espresso in merito al carattere non vincolante del memorandum d’intesa raggiunto con Magna. Il governo tedesco sta ancora discutendo con altri potenziali acquirenti, ma Magna rimane ancora in netto vantaggio, almeno fin quando -così conclude il rappresentante del governo- qualcuno non migliorerà significativamente l’offerta già formulata.
Secondo una notizia appena battuta dal New York Times, General Motors avrebbe raggiunto un accordo con Roger Penske per la cessione del marchio Saturn. L’annuncio ufficiale della conclusione delle trattative potrebbe arrivare già entro domani.
Il nome di Penske, legato soprattutto alle corse Indy (e negli anni ‘70 anche alla Formula 1), non è comunque nuovo ai contatti con il mondo della produzione. Roger è infatti l’importatore ufficiale del marchio Smart in America, nonché il titolare della terza più grande rete di concessionari degli USA.
Prosegue dunque, contestualmente al processo di ristrutturazione, lo smantellamento della vecchia GM, attualmente in fase di bancarotta controllata. Dopo un mese di trattative, Detroit ha scelto per Saturn proprio il candidato favorito tra i 16 che avevano formulato offerte d’acquisto.
Continua a leggere: General Motors: accordo raggiunto con Penske per la cessione di Saturn

Allo scopo di supportare l’attività di quelle migliaia di showroom di cui General Motors ha decretato la chiusura, la casa di Detroit erogherà in favore degli stessi aiuti economici che potranno raggiungere in taluni casi il milione di dollari.
In Nordamerica, l’impatto della chiusura dei 1369 concessionari designati sarà davvero forte e gli aiuti GM serviranno ad attutirlo, anche se solo in parte. Secondo Automotive News ogni showroom riceverà una cifra compresa tra 100.000 dollari ed 1.000.000 di dollari per sostenere la propria attività ed esaurire i parchi dell’invenduto. Discorso a parte per le concessionarie Pontiac, che potranno contare su somme più esigue, dai 10.000 ai 200.000 dollari.
L’attività delle concessionarie destinate alla chiusura cesserà il 31 ottobre del 2010. Tra le clausole che dovrà sottoscrivere chi accetterà il prestito, c’è l’obbligo di continuare a vendere almeno fino al gennaio prossimo, pur non ordinando nuove auto, e di non procedere per vie legali contro la casa madre fin quando i vincoli commerciali con essa non saranno completamente rescissi.
L’attuale numero uno di General Motors Europe si accinge ad assumere un nuovo ruolo: nel futuro di Carl-Peter Foster c’è il passaggio dalla direzione delle attività di GM nel vecchio continente al timone di Opel e Vauxhall, che settimana scorsa hanno siglato un accordo industriale con Magna International.
A rivelarlo è stato Siegfried Wolf, ad Magna, che è intervenuto oggi a Rüsselsheim in merito al futuro di Opel. Foster prenderà il posto di Hans Demant. Di fatto, la nomina del manager non cambia di molto le sue competenze: a capo di GM Europe aveva già sotto il proprio controllo Opel, Vauxhall e Saab e con questo nuovo incarico perderà di fatto il solo marchio svedese, che verrà ceduto ad uno dei due potenziali acquirenti rimasti in gara.
Ad oggi comunque, il matrimonio con Magna non è ancora definito in maniera completa: a sancirlo c’è solo un memorandum d’intesa, voluto dal governo federale di Berlino per stringere i tempi e garantire in un modo o nell’altro la sopravvivenza del marchio.
Via | auto, motor und sport
Con la messa in amministrazione controllata di General Motors sembra che il processo di vendita di Hummer, Saturn e Saab si sia velocizzato di colpo. Infatti, Hummer è già nelle mani dei cinesi, Saturn è corteggiata da ben 16 pretendenti e anche la Casa svedese sembra godere di ottima reputazione. Come fanno sapere da Trollhättan, sarebbero due i potenziali acquirenti interessati a rilevare Saab.
Ad affermarlo è Jan-Ake Jonsson, ad della Casa scandinava. I pretendenti all’acquisto di Saab sarebbero i connazionali di Koenigsegg - come abbiamo anticipato la scorsa settimana - e Renco Group, una società finanziaria con sede negli Stati Uniti. Come si può ben notare, il nome di Fiat non è stato affatto menzionato e, quindi, l’ipotesi pubblicizzata nei giorni scorsi appare tramontata. Sempre nell’intervista rilasciata al “Dagens Industri”, Jonsson ha fatto sapere che le trattative per la cessione di Saab potrebbero concludersi nel giro di due settimane.
Via | Autoblog.com
Lo smantellamento della vecchia General Motors va avanti a ritmo serrato: sorprendentemente, proprio intorno a Saturn, marchio cui si rimprovera la mancanza di una vera personalità, si è destato un notevole interesse. A Detroit sono arrivate ben 16 offerte d’acquisto.
Nel giro di pochi giorni Opel e Hummer hanno già trovato un nuovo partner, ed ora si stringe per concludere anche la cessione di questo marchio americano. Come già sottolineato, sorprende non poco la grande sproporzione tra l’interesse generato tra questa casa e quello che gravita invece attorno a Saab. Sono solo in tre a chiedere la mano della trascurata signora svedese.
A ben vedere però, al di là di un product portfolio “poco originale”, c’è del buono (e molto) in Saturn. La casa è infatti l’unica della vecchia GM ad avere una rete di vendita americana praticamente autonoma al 100% dal resto dei marchi controllati da Detroit, e come se non bastasse si trova tradizionalmente ai vertici delle classifiche USA di servizi post-vendita alla clientela. Insomma, venderanno pure macchine copiate, ma poi si prendono cura di chi le compra come pochi altri sanno fare.
Continua a leggere: Saturn: secondo General Motors sono pervenute 16 offerte

Il mercato dell’auto americano ha lasciato sul terreno un pesante -37% nel mese di maggio, che di fatto ricalca l’andamento del mese precedente, quando era stato perduto il 34,3% su base annua. Le note “meno negative” arrivano per i costruttori nazionali, in particolare General Motors e Ford, che perdono meno della media.
Il gruppo di Detroit appena entrato in bancarotta, ha infatti subito un -29,6%, e l’Ovale Blu ha “limitato” le perdite al -24,2%. Insomma, poteva andare peggio, visto e considerato invece come stanno colando a picco i giappo.
Se a queste considerazioni aggiungiamo timidi segnali di fiducia come il +11% di GM rispetto ad aprile 2009 (pari a 19.000 auto in più), l’approccio tutto sommato cautamente ottimista alla bancarotta controllata di questo costruttore ed alcune dichiarazioni di segno positivo rilasciate da Toyota, sembra che la fase del tracollo ingestibile si andrà lentamente esaurendo. Non per tutti, intendiamoci: Nissan è al -33%, Toyota stessa al -41, Honda al -42 e la vecchia Chrysler al -47%. Hai voglia a risalire…
In un comunicato diramato ieri, Opel ha confermato di aver ricevuto 300 milioni di euro in prestito dal governo tedesco. Si tratta solamente della prima parte degli aiuti di stato che verranno erogati in favore della casa di Rüsselsheim. A lei verranno infatti devoluti complessivamente 1,5 miliardi di euro.
Questo denaro servirà a garantire l’operatività dell’azienda durante questo passaggio delicato, che vede contemporaneamente l’avvio della procedura di bancarotta controllata di General Motors. GM è rimasta nell’azionariato della casa tedesca con una quota molto rilevante. I restanti 1,2 miliardi saranno erogati in successive tranches fino al momento della finalizzazione del matrimonio con Magna International.
L’amministratore Delegato di Magna International, Siegfried Wolf, ha dichiarato che la firma ufficiale per l’accordo con Opel si farà entro 5 settimane, chiedendo allo stesso tempo garanzie al governo austriaco per il prestito da 300 milioni di Euro che servità a sostenere l’operazione. Proprio il proprietario di Magna, Frank Stronach, si incontrerà con ministro autriaco delle Finanze, Josef Proell, per mettere a punto questo aspetto.
Stronach ha dichiarato anche che Magna costruirà vetture Opel in Canada nei prossimi anni, evitando però di commercializzarle negli Stati Uniti grazie ad un preciso accordo commerciale con General Motors. Già da fine 2009 dovrebbe comunque iniziare l’importazione di vetture Opel da vendere sul solo mercato Canadese. Nel frattempo i sindacati tedeschi fanno pressione per chiarire le sorti degli stabilimenti e degli operai europei, di cui ancora non si hanno informazioni definitive.