Entro il termine del 2011 Land Rover avvierà la produzione di alcuni modelli presso lo stabilimento indiano di Pune. Lo ha confermato Carl-Peter Forster, amministratore delegato Tata, prima di mettere in guardia anche Jaguar: il giaguaro verrà braccato dalla delocalizzazione fino in Cina, dove un partner - ancora sconosciuto, ma i colloqui sono in corso - si occuperà del processo produttivo in joint-venture con Tata. Secondo rumor non confermati, Land Rover porterà in India le linee produttive della piattaforma T5 che dà origine alle Discovery e Range Rover Sport.
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La Tata Nano potrebbe offrire una variante elettrica per il mercato Europeo. Il motivo di tale scelta, non prevista almeno inizialmente dal costruttore indiano, sarebbe nata dall’analisi del mercato attuale e delle tendenze a medio termine. La Nano Europa dovrebbe debuttare nel 2012 con un prezzo inferiore ai 6000 Euro ma, comunque, molto lontano da quello del modello originale venduto in India. In una recente intervista il CEO Carl Peter Forster ha lasciato intendere che è allo studio la coraggiosa scelta di proporre direttamente una variante elettrica della Nano: in questo modo il prezzo potrebbe raddoppiare, ma renderebbe la Nano decisamente unica nel panorama delle utilitarie.
Al prezzo di una comune city car a benzina Tata offrirebbe una elettrica, quando il gruppo PSA ha invece annunciato che Citroen C-Zero e Peugeot iOn supereranno quota 30.000 Euro. A margine della riflessione, sembra a questo punto molto più sensata la notizia apparsa qualche tempo fa sul possibile sito produttivo francese: si tratta della stessa zona dove sarà assemblata la Smart EV, un segnale che potrebbe far pensare ad una futura joint venture. Restano comunque aperte ulteriori varianti, come il motore diesel sviluppato insieme a Bosch e l’importante variabile del lancio sul mercato Americano, molto sensibile al tema delle elettriche.
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La novità più eclatante è forse rappresentata dalla roadster compatta, finora conosciuta come F-Type. Ma Carl-Peter Forster, amministratore delegato Tata Motors, ha anche accennato ad una nuova berlina Jaguar e ad un SUV Range Rover posizionato fra LRX e Range Sport. Modelli certi, già approvati, sicuri quanto la chiusura di uno stabilimento in Gran Bretagna. Il manager ha così reso noto i piani futuri del gruppo anglo-indiano durante l’ultima riunione con gli investitori, indetta per illustrare il bilancio relativo all’ultimo anno fiscale.
“La nostra crescita sarà graduale, passo dopo passo, senza che sia legata all’aumento degli utili”, commenta Forster. Motivando poi la decisione di chiudere un sito produttivo: “E’ più favorevole possedere un solo stabilimento di grandi dimensioni, piuttosto che due più piccoli”. Questo non impedirà al gruppo JLR di costruire un impianto in Cina, dove (a partire dal 2014) verranno assemblate 20.000 vetture all’anno su base Freelander.
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Durante una recente intervista, il vice presidente del gruppo Tata, Ravi Kant, ha rivelato che Jaguar e Land Rover vanno incontro ad una completa riorganizzazione societaria. “Velocità ed agilità rappresentato i requisiti del rinnovato gruppo, codice genetico di realtà più snelle”, ha spiegato Kant nell’introdurre il lavoro di semplificazione avviato da Carl-Peter Forster, amministratore delegato Tata: il manager sta infatti elaborando la strategia commerciale post-2012 - seguente al lancio della XE -, che potrebbe comporsi di un non meglio precisato modello d’accesso.
“Abbiamo bisogno di una vettura entry-level. Ne va dell’esistenza stessa del gruppo Jaguar-Land Rover”. Gettato il sasso, Kant non ha tuttavia rilasciato ulteriori dettagli riguardo a dimensioni e segmento, accennando solo alla possibilità di collaborare con un marchio terzo che fornisca la piattaforma. Questa seppur minima incertezza si amplifica lungo i corridoi della sede Land Rover, divisa in due tronconi: se la gamma Range Rover si è guadagnata una fiducia totale, non si può dire altrettanto per le Freelander, Discovery e Defender, modelli troppo differenti l’un l’altro per non suscitare pensieri poco consoni al rispettivo blasone.
Anche perché Kant ha chiuso l’intervista con una frase sibillina. “Il mercato britannico ha un’incidenza del 25% sul totale delle immatricolazioni JLR. Ciò che noi vogliamo può non essere quanto la gran parte dei consumatori desidera”. Insomma, anche il tradizionale quid ‘britannico’ verrà ridimensionato.
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Carl Peter Forster è stato nominato CEO Tata Motors. La notizia completa quanto annunciato nei giorni scorsi, infatti Forster era stato nominato CEO Jaguar e Land Rover, di proprietà Tata e si parlava di un suo diretto coinvolgimento nella gestione delle vendite in Europa e Stati Uniti della Tata Nano. Il cinquantacinquenne Forster, ex GM, è stato fortemente voluto da Ratan Tata e si occuperà quindi di tutte le attività di Tata Motors, al posto del dimissionario David Smith, con l’obiettivo di completare il salto di qualità del costruttore indiano che punta ad affermarsi a livello internazionale.

Carl Peter Forster è ufficialmente entrato a far parte del gruppo Tata. L’Ex resposabile GM si occuperà del lancio internazionale della Tata Nano, nella sua versione Europa ed in quella dedicata agli Stati Uniti. Allo stesso tempo, come anticipato dopo le dimissioni di David Smith, Forster sarà anche CEO di Jaguar e Land Rover, con l’obiettivo sviluppare ulteriormente i due brand sui quali Tata sta investendo e per i quali sono attesi due modelli molto importanti: la Jaguar XE Roadster (o C-Type come potrebbe tornare a chiamarsi) e la Land Rover LRX.
David Smith si è dimesso dalla carica di CEO dei marchi Jaguar e Land Rover. Il breve comunicato rilasciato dal gruppo di proprietà Tata non riporta motivazioni particolari per questa scelta e, nell’attesa di individuare un successore, Ravi Kant sarà il nuovo amministratore delegato. Smith era stato nominato proprio in occasione della vendita dei due marchi inglesi a Tata da parte di Ford, per la quale si occupava della parte finanziaria nel settore Europeo.
Si riaccendono a questo punto le voci spuntate a fine 2009 circa la possibilità nomina di Carl Peter Forster, in passato numero uno di GM Europe e ben visto dallo stesso Ratan Tata, che lo vorrebbe alla guida dei due marchi inglesi per proseguire l’opera di sviluppo e risanamento. Foster ha già lavorato in Land Rover negli anni ‘90, quando era di proprietà Bmw.

Secondo il “Sunday Times”, Carl-Peter Forster, ormai ex numero uno di GM Europe, sarà il nuovo CEO di Jaguar e Land Rover. Stando alle notizie riportate dall’autorevole quotidiano britannico, Forster avrebbe abbandonato il comando di Opel e Vauxhall non tanto per la mancata cessione a Magna, quanto perché allettato dalla corposa offerta economica che Ratan Tata gli avrebbe riservato per prendere in mano la gestione della divisione che controlla le due rinomate Case automobilistiche inglesi.
Il manager porterà con sé un ricco bagaglio di esperienza nel settore automotive, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di vetture a basse emissioni. Inoltre, Forster conosce bene l’ambiente di Land Rover, essendo stato capo della produzione negli anni ‘90, quando BMW era proprietaria dello storico costruttore di fuoristrada. Il portavoce di Jaguar Land Rover, interpellato al riguardo da Autocar, ha smentito l’interessamento della società nei confronti di Carl-Peter Forster, definendo le indiscrezioni come una “speculazione” confezionata ad arte dalla stampa.
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Dopo l’addio di Carl-Peter Forster dal posto di comando della Opel, GM rispolvera Bob Lutz; “il grande vecchio”, guiderà il consiglio di sorveglianza della casa tedesca fin quando dai piani alti di Detroit non verrà deliberato un piano di ristrutturazione per la casa di Russelsheim.
Lutz sarà chiamato ad una funzione di controllo più che di gestione; quest’ultima passerà al nuova amministratore delegato che verrà nominato nei prossimi giorni. Voci di corridoio parlano di Nick Reilly, responsabile delle attività internazionali di Gm, come sostituto di Forster.
General Motors dovrebbe comunque presentare nei prossimi 10 giorni la strategia di ristrutturazione per Opel. Intanto si parla di tagli per 10.000 posti di lavoro.
Via | IlGiornale (Grazie al nostro lettore “giulio503″ per la segnalazione)
Carl-Peter Forster, il numero uno di General Motors Europe, ha annunciato ufficialmente oggi le sue dimissioni dalla carica. Il motivo? La mancata cessione di Opel a Magna, una notizia che non cessa di generare importanti conseguenze e reazioni in tutto il mondo dell’auto.
La notizia, battuta in anteprima da Der Spiegel e ripresa da Autocar, assume i contorni di un aspro dissidio sul piano delle scelte cruciali per il marchio, tra Forster e la dirigenza GM. Secondo il quotidiano tedesco, il manager sarebbe stato “disgustato dal comportamento tenuto dal gruppo americano durante tutta la vicenda” e in particolare dall’orientamento altalenante di Detroit in merito al futuro della sua controllata tedesca.
Secondo lo Spiegel, sarebbe già pronta la sostituzione di Forster, ma una breve nota stampa diramata oggi da GM Europe stessa, smentisce seccamente e completamente queste notizie. Vi aggiorneremo sugli sviluppi.