Auto elettriche: VW costruirà batterie in Europa?

Volkswagen aggiorna i suoi piani sulla produzione di auto elettriche: 70 nuovi modelli (ma al 2028) e forse partecipazione in una fabbrica di batterie in Europa.


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A margine della presentazione del bilancio 2018 di Volkswagen, il Gruppo di Wolfsburg ha anche tracciato le linee guida della sua politica industriale nel prossimo decennio. Con alcuni cambiamenti rispetto a quanto annunciato in passato e con la conferma di una notizia che già in molti ipotizzavano: Volskwagen sta prendendo in considerazione l'ipotesi di partecipare alla costruzione di una fabbrica europea di batterie per auto elettriche.

Partiamo dalle modifiche al piano industriale: la precedente Roadmap E parlava di 50 modelli di EV prodotti immessi sul mercato entro il 2025, la nuova strategia porta questo numero a 70, ma la data slitta al 2028 e Volkswagen non specifica se la tappa intermedia del 2025 è ancora nel programma.

Conferma, invece, tutta la gamma finora annunciata: "Il primo dei modelli elettrici di nuova generazione andrà in produzione quest’anno: Audi e-tron, cui seguirà la Porsche Taycan. Per entrambi i modelli sono stati già raccolti 20.000 preordini. Le vetture a zero emissioni si diffonderanno ulteriormente con l'introduzione della Volkswagen ID.. Altri modelli in questa prima ondata saranno la ID. CROZZ, la SEAT el-Born, la ŠKODA Vision E, , la ID. BUZZ e la ID. VIZZION".

Poi la notizia: "A supporto dell'offensiva elettrica, LG Chem, SKI, CATL e Samsung sono stati scelti come partner strategici per la fornitura di celle per le batterie. In vista di una domanda in costante crescita, Il Gruppo Volkswagen sta anche considerando una possibile partecipazione in siti produttivi di celle per le batterie in Europa".

Tradotto: Volskwagen sta dialogando con i Governi di Francia e Germania che hanno promesso investimenti per 700 milioni e 1 miliardo di euro, rispettivamente, al fine di incentivare la nascita di una o più fabbriche di accumulatori per EV sul suolo europeo e contrastare, così, lo strapotere cinese e coreano in questo settore strategico.

Le batterie, infatti, sono oggi il fattore limitante per lo sviluppo della mobilità elettrica. Sia per la loro scarsezza sul mercato, rispetto ai programmi industriali delle case automobilistiche, sia per il costo che, per pura legge del mercato, è ancora molto alto. Quella per le batterie è la vera guerra dei prossimi dieci anni: i costruttori che riusciranno ad accaparrarsi i migliori fornitori saranno quelli che potranno vincere nel nuovo mercato degli EV.

Tanto è vero che tutti i big dell'auto stanno stringendo accordi di fornitura decennali con CATL, LG e gli altri produttori. Senza tali accordi, infatti, i loro piani di sviluppo non sarebbero credibili. E le borse internazionali lo sanno.

Tesla, pioniera nel mercato delle macchine elettriche, questa cosa l'ha capita sin dall'inizio e ha costruito all'interno della sua Gigafactory di Reno un reparto di produzione di batterie (operato in partnership con Panasonic) che oggi produce 20 gWh di accumulatori l'anno. Sempre Tesla, per la sua futura Gigafactory cinese a Shanghai, sta trattando con CATL per una fornitura che potrebbe superare i 30 GWh annui.

Nel frattempo Toyota sta costituendo una joint venture con Panasonic (che ha capito che Tesla stava cercando altrove un altro partner) e a dicembre Mercedes ha annunciato di essersi assicurata forniture di celle per batterie per 20 miliardi di euro da qui al 2030. Che, ai prezzi attuali, equivalgono a circa 150-200 Gwh in dieci anni, meno di quanto ne produce Tesla oggi da sola.

La mossa di Volkswagen di partecipare alla costruzione di una fabbrica europea di batterie per automobili elettriche, quindi, se sarà confermata è assolutamente in linea (forse addirittura essenziale) con il piano industriale proposto. E non è affatto da escludere che alla costruzione di questo (o questi, come è più probabile) impianto partecipino anche molti altre case automobilistiche europee.

Oppure, cosa ancor più probabile, saranno le case automobilistiche a comprare una quota delle fabbriche di batterie che gli stessi giganti asiatici costruiranno in Europa. E' indubbio, infatti, che oggi il know how per costruire celle, moduli e pacchi batteria stia quasi tutto in oriente. Come è altrettanto evidente che il Governo cinese, già da un po', stia spingendo politicamente ed economicamente affinché le aziende cinesi si espandano in Europa.

Guardando ancora oltre, Volkswagen torna a ribadire la sua fiducia nella tecnologia delle le batterie allo stato solido, che a parità di peso e volume possono immagazzinare molta più energia delle normali batterie a ioni di litio attuali. Ma costano ancora moltissimo e non c'è ancora un processo industriale efficiente per produrle in grande quantità.

Per questo a Wolfsburg hanno deciso di continuare a collaborare con QuantumScape, azienda di San José, California, in cui VW ha investito 100 milioni di dollari a giugno dell'anno scorso.

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