Formula 1 2019: test Barcellona, Norris il più veloce

I test della Formula 1 in corso a Barcellona hanno visto nelle sessioni del 26 febbraio Ferrari e Mercedes impegnate sulle lunghe distanze. Guasti per Leclerc e Bottas. Miglior giro per Lando Norris. Fernando Alonso è apparso al box McLaren. Ottimo Antonio Giovinazzi. Alfa Romeo Racing sta valutando se far effettuare a Mick Schumacher i test dopo il GP del Bahrain

Sarà stata la presenza di Fernando Alonso al box, sta di fatto che la McLaren si è aggiudicata il giro più veloce della giornata a Barcellona, durante i test invernali della Formula 1 2019. E' stato Lando Norris a fermare i cronometri prima degli altri col tempo di 1:17.709. Anche Pierre Gasly sulla Red Bull ha frequentemente cercato il tempo, registrando il secondo miglior giro a 6 millesimi da Norris. La giornata giovane è proseguita col terzo tempo assoluto per Lance Stroll sulla Racing Point. In mattinata si è fatto onore Antonio Giovinazzi sull'Alfa Romeo Racing col miglior tempo parziale prima della pausa pranzo. Ferrari e Mercedes erano invece concentrate sulla raccolta di dati in funzione della lunga distanza.

Al mattino un problema di raffreddamento ha tenuto a lungo la Ferrari di Charles Leclerc al box. Nel pomeriggio Sebastian Vettel ha effettuato 81 giri, registrando come miglior tempo 1:17.925, quarto. Lewis Hamilton ha compiuto in mattinata 83 giri con la griglia di sensori aerodinamici che rallenta notvolmente la monoposto. Nel pomeriggio Valtteri Bottas è stato fermato da un guasto, la Mercedes ha dovuto sostituire l'intera power unit. Sempre parlando di Alfa Romeo, la scuderia sta valutando se far compiere i test in programma dopo il GP del Bahrain, per regolamento riservati in parte a giovani piloti, a Mick Schumacher. Il figlio del grande Michael, recentemente entrato nella Young Driver Academy della Ferrari, quest'anno correrà in Formula 2.

 

Test Formula 1 2019 Barcellona 26 febbraio




Nella sessione del mattino la Ferrari ha fatto girare Charles Leclerc, la Mercedes Lewis Hamilton e la Renault Nico Hulkenberg. Mercedes doveva collaudare il nuovo pacchetto aerodinamico; a tale scopo ha montato sulla vettura le "aero rakes", quelle strane e ingombranti griglie dotate di sensori che misurano i flussi d'aria in uscita dai vari elementi aerodinamici; di conseguenza i tempi per Hamilton non potevano certo essere tra i migliori; il compito del campione del mondo in questa giornata è stato macinare chilometri per imbottire di dati i computer degli ingegneri.

La Red Bull era tutta per Pierre Gasly, mentre la monoposto di Alfa Romeo Racing era affidata per l'intera giornata ad Antonio Giovinazzi. Proprio il pilota italiano si è messo in luce con un ottimo tempo di 1:18.589 (su gomme con mescola C4), il più veloce della sessione mattutina. La Ferrari è rimasta a lungo nel box in mattinata a causa di un problema al sistema di raffreddamento. Leclerc è riuscito a completare solo 29 giri. Lo stakanovista è stato Magnussen con 84 giri sulla propria Haas, poi Hamilton con 83 e Hulkenberg con 80.

Nella sessione pomeridiana la Ferrari ha accomodato la monoposto per Sebastian Vettel. Daniel Ricciardo ha girato sulla Renault e Valtteri Bottas aveva il turno sulla Mercedes. Ma il finlandese non ha potuto combinare quasi nulla perché al suo primo giro ha dovuto parcheggiare in pista, causando l'esposizione di una bandiera rossa. La monoposto argentata aveva un problema alla pressione dell'olio e il team ha deciso di sostituire l'intera power unit.

Mentre i top team in pista erano concentrati sulle prove di durata, al box McLaren ha fatto la sua apparizione nientemeno che Fernando Alonso. Nostalgia? Chissà. Nel frattempo proprio in questa giornata è stato annunciato che il campione spagnolo correrà col numero 66 alla 500 miglia di Indianapolis 2019, sempre col team McLaren. La scuderia inglese ha ravvivato un pomeriggio generalmente abbastanza anonimo col giovane Lando Norris, il quale ha fatto registrare il giro più veloce della giornata con 1:17.709. Ma poco dopo ha dovuto chiamare il carro attrezzi, perché la sua vettura si è fermata subito dopo il box. Altra bandiera rossa, a venti minuti dal termine.

Nel finale la Mercedes è riuscita a rimandare in pista Bottas, quando mancavano dieci minuti alla bandiera a scacchi. Un'intera power unit sostituita in meno di tre ore, un record.

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