Buche a Roma: si impennano le richieste di risarcimento

La situazione della rete viaria romana, con le tante buche, ha fatto crescere le richieste di risarcimento danni per una varierà di incidenti urbani. Ecco le cifre.

Il caso delle buche a Roma è ormai noto a tutti, per il rilievo assunto sugli organi di informazione e per il boom di incidenti e di richieste di risarcimento. A dire il vero, anche altre città sono interessate da problemi analoghi sulle loro strade, ma non vi è dubbio sul fatto che nella capitale il problema sia particolarmente acuto. Roma è messa davvero male sul fronte della qualità della rete urbana, con riflessi negativi anche sulla sua immagine, ma il dramma più forte è quello degli incidenti.

Nell'ultimo mese e mezzo sono state avanzate nei confronti del Campidoglio ben settecento richieste di risarcimento danni, con una media quotidiana di oltre 17 pratiche. I numeri sono in crescita e destano qualche preoccupazione, non solo sul piano economico ma soprattutto su quello dell'incolumità pubblica.

Per avere un'idea indiretta sulla portata del fenomeno, facciamo notare che Assicurazioni Roma, da cui giunge l'erogazione dei rimborsi, ha dovuto risarcire sette milioni di euro nel 2017 (circa il 40% del premio annuale versato dal comune); nel 2018 la stima delle uscite vira verso quota 13 milioni; il 2019 è partito con numeri ancora peggiori, che potrebbero ulteriormente far lievitare la cifra. Questi i dati riportati da Il Messaggero.

Ai danni delle buche a Roma si sommano quelli dovuti al collasso di rami e tronchi di alberi, ma le voragini e le ferite sul fondo stradale sono il dramma principale, con cadute a piedi o in moto, danneggiamenti delle auto e incidenti vari, che impongono degli interventi di messa in sicurezza, cui toccherebbe una corsia preferenziale nelle strategie di intervento sul territorio.

Da parte del Codacons è partita anche una class action, ma l'Avvocatura del Campidoglio cerca di ridimensionare le colpe comunali facendo notare come le sconnessioni ed altre irregolarità delle arterie urbane romane non costituiscano un evento straordinario e impongano quindi ai cittadini il dovere di prestare più attenzione. Magari sarà così, ma forse proprio il fatto che simili situazioni siano "consolidate" rafforza la necessità di intervenire, essendoci stato il tempo per pianificare, cosa non sempre possibile in caso di eventi straordinari.

Fonte | Il Messaggero

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