Ford: la brexit potrebbe comportare l'abbandono in UK

Il colosso statunitense starebbe accelerando i preparativi per delocalizzare la produzione del Regno Unito a seguito della Brexit. La tanto discussa uscita di scena della GB dall'Europa sembra dunque avere ripercussioni pesanti su tutta l'industria automobilistica dell'isola, dato che Ford non è l'unica pronta ad abbandonare

ford logo

L'industria automobilistica britannica è in uno dei momenti più delicati e incerti della sua storia. Tutta colpa della Brexit e delle preoccupanti conseguenze che, secondo i costruttori, andrebbero a creare uno scenario economico estremamente sfavorevole e dannoso per un intero settore economico.

A schierarsi decisamente contro l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea è il colosso americano Ford che, secondo quanto pubblicato dal Times, starebbe accelerando i preparativi per delocalizzare l'intera attività produttiva del Regno Unito proprio per evitare le conseguenze del "leave".

Ford, di fatti, sta già subendo la scelta dei britannici di lasciare la UE, e stima in circa 1 miliardo di dollari le possibili perdite in caso di hard brexit, ovvero, l'uscita della GB dall'Europa senza nessun accordo con Bruxelles. Il mercato britannico per la casa di Detroit è importante e strategico: sono decenni ormai che l'ovale blu guida le classifica di vendita nel paese, che rappresenta addirittura il terzo mercato per destinazione di automobili.

A ciò, bisogna aggiungere circa 13 mila dipendenti direttamente legati all'azienda americana tramite tra gli uffici amministrativi presenti sull'isola e le due fabbriche di motori, una a Dagenham nei pressi di Londra, e una a Bridgend nel Galles. Gli Americani hanno comunque già deciso di trasferire alcune attività finanziarie in Germania per scongiurare altre possibili perdite economiche.

Come detto precedentemente, la Brexit rischia seriamente di mettere in ginocchio il comparto automobilistico britannico. Esempi concreti che potrebbero anticipare un tragico scenario arrivano ad esempio dalle recenti scelte di Nissan che ha deciso di cancellare la produzione del nuovo X-Trail nello stabilimento produttivo di Sunderland, così come Honda e Toyota hanno da mesi rinunciato a investire sul territorio UK con il serio rischio di una possibile chiusura delle fabbriche di Burnaston e Swidon.

BMW ha lasciato in sospeso il progetto di espansione dell'impianto produttivo Mini ad Oxford, mentre il gruppo francese PSA deciderà dopo il 29 marzo se chiudere o meno la fabbrica Vauxhall di Ellesmere Port. Se i gruppi automobilistici stranieri sono preoccupati del futuro del paese, non da meno lo sono le realtà industriali nazionali: Jaguar e Land Rover, due istituzioni britanniche nel settore automotive, hanno iniziato a tagliare il personale in attesa di capire cosa riserverà loro il futuro della Gran Bretagna.

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