Gruppo FCA: bilancio 2018 positivo

Diffusi i risultati complessivi per lo scorso anno. Il Gruppo FCA migliora in vendite, ricavi e utili ma la Borsa bastona il titolo. Fiat 500 elettrica (prodotta in Italia) e Jeep Wrangler ibrida confermate per il 2020

FCA Auburn Hills

Ormai è una costante: meglio va un'azienda, peggio viene trattata dai mercati finanziari. E viceversa. Il Gruppo FCA ha diffuso i risultati di bilancio 2018 sull'intero anno solare. Sono aumentate le consegne di veicoli, sono aumentati i ricavi, è aumentato l'utile netto, sono diminuiti i debiti, è aumentata anche la liquidità disponibile. Fra qualche mese verrà perfino distribuito un dividendo agli azionisti, cosa che non si vedeva da dieci anni. Deriva prevalentemente dalla vendita della Magneti Marelli, ma sempre di dividendo si tratta. Eppure la Borsa di Milano, nella seduta del 7 febbraio, subito dopo la diffusione dei risultati ha fatto precipitare il titolo azionario di FCA: -12,2% a fine giornata. Per quale motivo? Essenzialmente perché l'amministratore delegato Mike Manley ha annunciato previsioni per il 2019 di un utile leggermente inferiore, per via delle penali negli USA per la questione delle emissioni e per i maggiori investimenti necessari allo sviluppo tecnologico dei modelli attuali e futuri. E' vero che il bilancio non è tutto rose e fiori e ci sono importanti problemi da risolvere, ma forse gli avidi e schizofrenici giocatori d'azzardo della speculazione (con i soldi degli altri) preferivano la Fiat quando stava per fallire da un giorno all'altro. Mai come oggi il distacco tra economia e finanza è stato così profondo.

 

Gruppo FCA, bilancio 2018: i numeri


Gruppo FCA

Scorriamo le voci principali del bilancio 2018 del Gruppo FCA, osservato al 31 dicembre. Le seguenti cifre includono la Magneti Marelli. Le consegne complessive di veicoli ammontano a 4.842.000 unità, in aumento del 2% rispetto al 31 dicembre 2017. I ricavi netti sono di 115,41 miliardi di euro, +4%. L'utile netto è di 3,632 miliardi, +3%. La liquidità netta industriale ammonta a 1,872 miliardi, mentre a fine 2017 c'era un debito di 2,39 miliardi. Quest'ultima cifra rappresenta l'eredità più importante lasciata da Sergio Marchionne, il risultato primario e indispensabile di un lavoro durato 14 anni. Parallelamente, la liquidità disponibile complessiva è aumentata a 21,125 miliardi, +748 milioni. Infine il debito (finanziario) è sceso di 3,266 miliardi, fermandosi a quota 14,705 miliardi. Un'altra voce molto importante è il flusso di cassa industriale (free cash flow), cioè la differenza tra il flusso in entrata delle attività operative e quello in uscita per gli investimenti. Nel 2018 è stato di 4,4 miliardi.

Arriviamo alle stime per il 2019 (target, in linguaggio manageriale); esse escludono Magneti Marelli, la cui cessione verrà ultimata a metà 2019. Le previsioni sono espresse sulle voci "adjusted"; si tratta di un particolare criterio contabile che esclude le componenti di natura straordinaria, cioè non ricorrenti. FCA indica un risultato operativo lordo (EBIT in gergo) di 6,7 miliardi di euro; invece gli analisti si aspettavano una cifra almeno superiore a 7 miliardi, oltre 8 nelle valutazioni più ottimistiche. Per quanto riguarda il free cash flow, per il 2019 l'azienda prevede una cifra superiore a 1,5 miliardi. La diminuzione rispetto al 2018 è legata ai maggiori costi per gli investimenti e per la definizione delle pendenze con le autorità USA sulle emissioni diesel. Ciò evidentemente non è piaciuto ai mercati. Insieme alle preoccupazioni per l'industria automobilistica in generale, cresciute dopo i risultati non positivi registrati dagli altri principali costruttori. Da qui la pesante caduta borsistica del 7 febbraio.

 

 

Bilancio FCA 2018: marche e regioni globali



Andiamo a vedere in quali regioni del mondo il Gruppo FCA è andato meglio o peggio. Nel Nordamerica (USA, Canada e Messico) le voci sono molto positive: consegne salite del 10%, ricavi netti +10%, , utile netto +14%; quota di mercato 12% contro 11,4%. Questi risultati sono dovuti all'ottima performance negli USA e in Canada delle nuove serie di Jeep Compass, Jeep Cherokee, Jeep Wrangler e Ram 1500.

Nel Sudamerica le consegne sono aumentate del 12%, i ricavi netti del 2%. L'utile netto segna +21%, quota di mercato 12,8% contro il 12.4%. Qui è stato il Brasile a fare la differenza, nazione dove storicamente il marchio Fiat è primario. Argo e Cronos hanno trainato i conti, insieme a Jeep Renegade e Compass. L'ottima performance brasiliana ha compensato il difficile andamento in Argentina.

Arriviamo alle note dolenti. Regione Asia-Pacifico: consegne calate del 28%, ricavi netti -1%, utile netto -13%, quota di mercato 0,7% contro 0,8%. I problemi arrivano principalmente dalla Cina, un mix di calo generale del mercato e concorrenza molto forte soprattutto sui SUV.

E ora l'Europa (che include come regione globale anche Medio Oriente e Africa). Consegne -3%, ricavi netti +1%, utile netto +0,5%. La quota di mercato dell'area EFTA (UE + Svizzera, Norvegia e Islanda) è scesa al 6,5% contro il 6,6% nelle vetture passeggeri e a 11,1% contro 11,4% nei veicoli commerciali. In Italia la quota è scesa del 3% in entrambe le categorie. Il risultato complessivamente stabile è dovuto all'enorme crescita della Jeep (soprattutto Compass e in parte Renegade) che ha compensato il forte calo del marchio Fiat. Allo stesso modo di tutti gli altri costruttori, in Europa il passaggio allo standard di misurazione emissioni WLTP ha provocato forti diminuzioni nelle vendite generali. Infine i conti di Maserati, che vengono espressi a parte. Pessima annata: consegne globali -32%, pesa soprattutto il calo in Cina; ricavi netti -34%, utile netto -52%.

 

Jeep Wrangler ibrida e Fiat 500 elettrica


Jeep Wrangler 2018

Mike Manley, parlando ad analisti e investitori il 7 febbraio, ha parlato di alleanze con altri costruttori per il futuro, senza però indicare nomi; pare che ci si orienti verso accordi su target specifici con più interlocutori; "Vorrei trovare la migliore collaborazione per ogni particolare situazione", ha detto il CEO di FCA. Manley ha anche parlato di Teksid e Comau, rispettivamente produttore di alluminio per auto e storica azienda dell'automazione, attraverso la quale sono stati introdotti i robot nelle fabbriche, parecchi anni fa. Il manager ha affermato che esplorerà opportunità per rafforzare queste due entità, ma che è disponibile ad avviare delle partnership. Quindi non se ne esclude una possibile vendita. Infine un cenno all'elettrificazione. Manley ha confermato che la Jeep Wrangler ibrida arriverà all'inizio del 2020, insieme alla Fiat 500 elettrica, che verrà prodotta nel nostro Paese.

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