Vendite auto Europa: la classifica del 2018

Le immatricolazioni sono rimaste essenzialmente invariate rispetto al 2017. Pesante impatto del passaggio allo standard WLTP sulle emissioni. Per il 2019 resta la grande incognita Brexit. I chiodi sul coperchio della bara del diesel vengono piantati senza sosta. Jeep regina assoluta

I dati definitivi delle vendite di auto in Europa nel 2018 si prestano alla classica interpretazione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Sull'arco dei 12 mesi le immatricolazioni di autovetture nell'area Ue+Efta (Unione europea, Svizzera, Norvegia e Islanda) sono state 15.624.486. Corrispondono ad un calo dello 0,04% rispetto al 2017. Secondo gli ottimisti il mercato ha tenuto, nonostante la tempesta del passaggio allo standard WLTP per misurare le emissioni di CO2 in fase di omologazione e i nervosismi legati alla Brexit, corredati da intervenute annesse difficoltà logistiche negli ultimi mesi per i controlli più stringenti ai porti britannici. Secondo i pessimisti, un anno è passato senza crescita, mentre restano le preoccupazioni sull'aumento dei costi per affrontare la prossima mannaia Ue sulle emissioni post 2021. Per quanto riguarda invece i numeri del solo dicembre 2018, permangono i forti cali nelle vendite dovuti alla difficoltà di adeguare la produzione agli standard WLTP. Meno veicoli sul mercato, minori immatricolazioni: sono state 1.038.984, pari ad un pesante -8,7%.

 

Vendite auto Europa 2018: le singole nazioni


Osservando i quattro maggiori mercati europei, si notano situazioni altalenanti. La Germania è una locomotiva che sta rallentando bruscamente, anche nel settore automobilistico. Infatti nel 2018 si contano circa 3,44 milioni di immatricolazioni, pari ad un calo dello 0,2%, mentre nel 2017 si registrò la migliore performance degli ultimi dieci anni. Scende il diesel (-6,5%), sale la benzina (+4,7%); s'impenna il metano (+190%), grazie all'ingresso di nuovi modelli, in particolare tedeschi; sale anche il GPL (+6%). Le ibride crescono del 53,8%, le elettriche salgono del 43,9%, quote di mercato rispettivamente del 3,8% e dell'1%.

Il Regno Unito è in pieno fermento negativo. Il risultato è del -6,8% (circa 2,36 milioni di unità). Qui le politiche anti-diesel sono state fra le più pesanti (-29,6%). Sale la benzina (+8,7%), le elettriche crescono del 13,8%, le ibride plug-in salgono del 24,9%%, le ibride auto-ricaricabili salgono del 21,3% (quelle a benzina, le diesel sono numericamente irrilevanti). Nel complesso, le quote sono: 0,7% per le elettriche e 5,3% per tutte le ibride.

La Francia ha chiuso il 2018 con una crescita del 3% (circa 2,17 milioni di unità). Il crollo delle alimentazioni diesel qui registra un -18,1% nelle immatricolazioni; la benzina invece sale del 15,5%; le ibride sono cresciute del 23,3% (comprese le plug-in, che però sono trascurabili in numero), mentre le auto elettriche sono cresciute dle 19,8%. Negli ultimi 5 anni la quota di mercato del diesel si è quasi dimezzata, ora ammonta al 38,9%. Benzina 54,7%, ibride 4,9%, elettriche 1,5%. Praticamente inesistente il gas.

La Spagna si è confermata come la nazione dalla migliore performance fra i maggiori mercati. La crescita è stata del 7% (circa 1,32 milioni di unità). Il trend delle alimentazioni è analogo a quello degli altri paesi. Benzina +14,1%, diesel -24,8%, elettriche e ibride insieme +133,9% (manca il dato separato). Quote di mercato rispettivamente 64,2%, 33,6% e 2,2%. Trovate invece la situazione dell'Italia selezionando il link in questa pagina.

 

Vendite auto Europa 2018: le marche migliori


Per marche migliori intendiamo quelle con la migliore performance, cioè la maggiore crescita in percentuale rispetto all'anno precedente. Questo dato è nettamente più significativo di quello delle vendite assolute, che dipendono dai segmenti di mercato in cui si sceglie di operare (marche specializzate in auto a basso prezzo venderanno sempre molto di più delle premium, a parte alcune eccezioni); esso infatti riflette molto di più l'abilità del costruttore. Il podio era ampiamente stabilito già da qualche mese.

Quindi la Jeep resta la regina assoluta del 2018 tra i marchi con larghi volumi (almeno 10.000 unità mensili), grazie ad uno stupefacente +55,6%, Compass assolutamente straordinaria. Nonostante un dicembre molto negativo, la Seat mantiene il secondo posto annuale con un +12,8%. Dacia è arrivata vicina, +11,7%. Fra le marche con la peggiore annata vediamo Land Rover a -14%, Nissan a -12,8% e Audi a -12,4. Ma nemmeno Fiat può rallegrarsi, perché si trova subito prima a -8,8%.

Tra le marche di bassi volumi, la migliore e l'unica ad andare bene, e molto, è stata la Jaguar con +20,6%, grazie prevalentemente alla gamma SUV. Lexus chiude a +2,6%. Smart è invariata, 0,0%. Tutte le altre negative: Lancia ha registrato un'altra annata pesantissima con -19,8%; Porsche ha chiuso a -3,9%, poi troviamo Alfa Romeo a -3,4%. Quindi DS a -1%, Lada a -0,1%. La classifica finisce qui. Alpine è entrata in graduatoria, 1.943 veicoli venduti, ma non è possibile fare un confronto col 2017.

Non ci sono invece variazioni rilevanti nella graduatoria delle vendite assolute. Le prime posizioni vedono sempre la Volkswagen solitaria in testa con una leggera crescita. Renault controlla il secondo posto, ma è calata più della Ford, che resta terza. Riduce invece il distacco la Peugeot grazie ad un'annata di buona crescita, trainata dai SUV. Poi Opel, Mercedes, BMW, Audi e Fiat.

 

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