Schumacher 50: la mostra fotografica sulle vittorie di Schumi

Inaugurata a Palazzo Frontali a Brisighella, Ravenna, una mostra fotografica dedicata alla carriera del campione della Formula 1 Michael Schumacher.


Cinquanta fotografie, una per ogni anno di vita di Michael Schumacher. E’ il regalo di compleanno di Filippo Di Mario, il fotografo che negli anni d’oro dei record in Ferrari più di tutti è stato vicino al campionissimo tedesco della Formula 1.

Una mostra di scatti artistici, non semplici foto sportive, spesso impreziositi da colpi di pennello, che raccontano le vittorie, i record ma soprattutto uno Schumacher inedito, sorridente, familiare. La mostra si chiama “Schumacher 50”, inaugurata il 3 gennaio, giorno del cinquantesimo compleanno di Michael Schumacher, e sarà esposta fino al 15 gennaio nel cinquecentesco Palazzo Frontali a Brisighella (Ravenna).

Tutto è cominciato nel lontano 1996: "Allora si poteva provare per settimane intere e la Ferrari era a Imola. Ero alla variante bassa e provavo a fare qualche scatto col teleobiettivo ma ero in difficoltà. Schumacher andava velocissimo, non lo vedevo frenare, non lo vedevo accelerare. Passava disegnando una esse e andava via. Poi il colpo di fortuna: la pioggia interruppe le prove. Andai ai box e gli spiegai la mia difficoltà nel fotografarlo. Mi rispose che usava gas e freno insieme. Così guadagnava qualche metro in uscita dalla curva. Gli dissi che l’avrei domato. Mi rispose con un sorriso e nacque un’intesa. Gli chiesi se potevo fargli qualche scatto. Vidi una scia di colore. Era la paletta gialla col cavallino rampante usata dai meccanici fin dai tempi di Enzo Ferrari. Se la mise davanti al viso coprendo un sorriso timido. Quella foto fu l’inizio di un rapporto particolare e unico".

Per un decennio, l’intera epopea di Schumacher sulla Rossa, Di Mario è stato per il Kaiser un’ombra mai invadente. Un obiettivo riservato e complice. Il primo ad arrivare in autodromo, l’ultimo, su espressa autorizzazione di Schumi, a lasciare la pit-lane prima del via. Quasi un rito scaramantico.

"Ero l’ultimo che guardava prima di abbassare la visiera e isolarsi dal mondo, nella sua concentrazione. Al volante – racconta Di Mario – era un vero professionista. Una volta gli chiesi di spiegarmi la sua determinazione. Mi prese, mi girò e indicò la scritta sulla mia pettorina, “Passione Rossa”. Ecco, disse, questa è la mia passione, mi piace correre, mi piace la competizione, mi piace la vittoria. Ma non è vero che fosse un uomo duro e freddo. Era timido ma gli piaceva ridere e scherzare. Parlava sempre con i meccanici, raccontava i suoi aneddoti e mi aveva dato accesso anche a momenti familiari nei box con sua moglie Corinna e col suo staff. Lo stesso Michael ha voluto per sé diverse tele, alcune sono state donate a Bernie Ecclestone, che ha apprezzato molto i miei lavori".

Da quel rapporto di amicizia e complicità, tra l’artista-fotografo di origini siciliane e il campione tedesco, è nato “Passione Rossa”, una raccolta di migliaia di scatti, un vero e proprio brand. "Anno dopo anno, curva dopo curva, temevo che la fotografia diventasse ripetitiva, perché puoi inventare ma non all’infinito. Allora pensai a un lavoro particolare, tempi mossi, foto sfumate e colorate fondendo fotografia e pittura. Quasi inconsapevolmente ho creato un nuovo linguaggio per raccontare la Formula Uno, che è stato molto apprezzato dalla critica. Ho tenuto mostre in Europa, Cina, Canada. Questo lavoro doveva diventare un libro sui cinque mondiali con la Ferrari. Poi Schumi ha lasciato il Cavallino e dopo ha avuto l’incidente e non se n’è fatto più nulla. Quindi ho deciso di fare questa mostra per il suo compleanno. E’ il mio modo di ringraziarlo per quel nostro rapporto speciale, sperando di poterlo riabbracciare".

All’inaugurazione della mostra “Schumacher 50” hanno partecipato anche i Ferrari club di Monza e Milano. Dall’incidente sugli sci in Alta Savoia, quel maledetto 29 dicembre del 2013, il campione di Kerpen è isolato in un buio dal quale non si sa se e come uscirà. Un calvario privatissimo da cui trapelano poche confuse notizie. La famiglia da di tutto per tutelare la privacy del campione ma nessuno può impedire ai tifosi di continuare a sperare in un miracolo.

A cura di Vittorio Ricapito

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