Gruppo FCA: un anno di cassa integrazione a Mirafiori

Gli operai dello stabilimento torinese di Mirafiori del Gruppo FCA usufruiranno di un anno di cassa integrazione straordinaria per allestire lo stabilimento in vista della produzione della nuova Fiat 500 elettrica

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Il processo di rinnovamento del Gruppo FCA passa anche attraverso la cassa integrazione di 3.000 dipendenti. Dal 31 dicembre 2018 fino al 29 dicembre 2019, gli addetti attualmente occupati presso lo storico stabilimento di Mirafiori (2.445 persone) e di Grugliasco (800 lavoratori), subiranno infatti un anno di cassa integrazione per poter favorire la ristrutturazione e l'allestimento delle due fabbriche che ospiteranno la produzione della nuova Fiat 500 elettrica. Una decisione necessaria, e che ha trovato l'approvazione dei sindacati, per realizzare il nuovo piano investimenti FCA per gli stabilimenti Italiani, dal valore di 5 miliardi di euro entro il 2021.


Gruppo FCA: un anno per rinnovare gli stabilimenti italiani


Gruppo FCA

Gli ammortizzatori sociali non serviranno solamente e a rinnovare e adeguare le fabbriche italiane per ospitare la produzione della 500 elettrica, il cui arrivo è previsto per il 2020 insieme a nuovi modelli Alfa Romeo e Maserati, ma anche per formare il personale di modo che sia qualificato per operare sulla nuova linea produttiva.

"Si tratta di un provvedimento per certi aspetti obbligato, perché nei due impianti torinesi gli ammortizzatori sociali sono in esaurimento, ma che sarà utilizzato per l'avvio produttivo della 500 Elettrica. Il modello, secondo quanto dichiarato dall'azienda, consentirà di raggiungere l'obiettivo della piena occupazione nel polo torinese. Sarà nostro compito vigilare affinché gli impegni assunti da Fca vengano concretizzati nei fatti", ha dichiarato Dario Basso, segretario della UIM di torino.

I sindacati, infatti, trovano il provvedimento di FCA soddisfacente e coerente per poter rilanciare e migliorare la produzione negli stabilimenti italiani del gruppo. La nuova 500 elettrica potrebbe rivelarsi così come un'ottima opportunità per favorire la transizione verso la produzione di veicoli green (tra cui anche ibridi plug-in) e a zero emissioni.

Claudio Chiarle, segretario generale della Fiom di Torino ritiene che: "siamo alla concreta ripartenza sebbene paradossalmente con l'utilizzo di un ammortizzatore sociale ma tutti, e chi lo nega lo fa strumentalmente per non ammettere i suoi errori, sappiamo che il percorso per rilanciare Mirafiori doveva avere queste tre fasi: annuncio investimenti con 5 miliardi in Italia; gestione con ammortizzatore senza licenziamenti, con formazione e riqualificazione; produzione nuovi modelli. Mirafiori e i suoi lavoratori, la Fim non si accontentano, pensiamo che dopo la 500E si abbia la capacità sindacale, professionale e produttiva di accogliere ulteriori modelli e per questo lavoreremo".

FCA conferma così il proprio impegno verso non solo una mobilità più consapevole ed elettrica, ma anche nel migliorare e confermare l'importanza che le fabbriche italiane hanno nei piani industriali del colosso automobilistico.

FCA, vendite in calo per Maserati


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Il provvedimento della cassa integrazione, tuttavia, servirà anche per arginare il forte calo delle commesse per i tre modelli Maserati (Levante, Ghibli e Quattroporte) prodotti proprio nelle fabbriche di Mirafiori e Grugliasco. Gli 800 lavoratori del secondo stabilimento torinese, entreranno in cigs a partire da Marzo, con turnazione degli operai addetti alla produzione del SUV Levante, per essere poi ricollocati a Mirafiori.

In particolare, proprio il SUV Levante ha subito una pesante battuta d'arresto: in Europa ha segnato addirittura un -24% della produzione nel periodo Gennaio-Ottobre, mentre negli Stati Uniti ha registrato un -14%. Anche per Mirafiori il 2018 non è stato un anno molto positivo: nei primi nove mesi sono stati infatti prodotte circa 26 mila automobili, con un calo della produzione del 31% fatto registrare dalla fabbrica torinese.

Per quanto riguarda il mercato auto, Novembre ha segnato una battuta d'arresto per i veicoli immatricolati in Italia, con un calo del 6,3% con 146.991 immatricolazioni, che diventa del 3,1% se calcolato nell'arco degli undici mesi. FCA, in questo contensto, si colloca a Novembre con una fetta di mercato pari al 24,1% con oltre 35 mila veicoli immatricolati; un aumento di 0,7 punti percentuali rispetto rispetto al mese di Ottobre.

Bene soprattutto Jeep, che lo scorso mese ha aumentato le vendite del 34,3% che se calcolato nell'intero anno sale addirittura al 71,7%."Anche a novembre in un mercato influenzato dalla normativa Wltp, Fca continua nella strategia di privilegiare canali di vendita più remunerativi, quali privati, flotte e noleggio a lungo termine", spiega Pietro Gorlier, responsabile della attività in Europa di FCA.

"Nel mercato delle vendite ai privati - continua Gorlier - abbiamo ottenuto una quota maggiore di 1,5 punti percentuali rispetto allo scorso mese e di 2,4 punti rispetto al novembre 2017", dichiarazioni che testimoniano come il colosso italo-americano dell'industria automobilistica abbia deciso di riposizionarsi sul mercato puntando sulla redditività.

A cura di: Tommaso Marcoli

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