Auto elettriche: in Cina spiano i conducenti

Una inchiesta di Associated Press rivela che ogni 30 secondi le auto elettriche cinesi mandano dati al Governo, che sa tutto sui guidatori.



Le auto elettriche di oltre 200 costruttori, tra i quali anche Tesla, Volkswagen, BMW, Mercedes, Ford, General Motors, Nissan, Mitsubishi e la start up NIO, sono delle vere e proprie centrali di raccolta dati che vengono trasmessi al Governo Cinese, con enormi rischi per la privacy. Lo ha scoperto l'Associated Press, che dedica alla questione una approfondita inchiesta.

Tutti i produttori che vendono macchine elettriche in Cina, infatti, sono obbligati dal Governo a dotare gli EV di una sim telefonica e a inviare ogni 30 secondi numerose informazioni come la posizione rilevata dal GPS. Poiché per legge in Cina ogni sim è intestata a una persona fisica, il Governo può accoppiare i dati e sapere esattamente dove si trova ogni conducente di auto elettriche sul suolo cinese. La mole di dati generata è enorme, stimata in oltre un Gigabyte al mese per ogni veicolo a batteria.

Tutto questo avviene all'insaputa dei proprietari delle automobili, che non hanno mai dato il loro consenso esplicito a questa gigantesca raccolta di informazioni. Ma in Cina le politiche sulla privacy sono ben lontane dagli standard europei e anche americani. Nel 2011, ad esempio, l'Idaho National Laboratory del Dipartimento dell'Energia (DOE) federale iniziò uno studio su scala nazionale su come i proprietari di auto elettriche guidavano e ricaricavano le proprie macchine. I proprietari, all'epoca, parteciparono volontariamente dando il proprio consenso ad essere "spiati", tra l'altro in forma anonima. I dati raccolti sono serviti al DOE per studiare quanti punti di ricarica erano necessari e dove piazzarli.

Questo studio ha avuto un costo molto elevato, ma assolutamente irrilevante rispetto a quanto sta spendendo in questo momento il Governo cinese per tracciare milioni di veicoli elettrici: in Cina, infatti, nel solo 2018 dovrebbero essere vendute 1.000.000 di macchine elettriche.

Le case automobilistiche che vendono EV in Cina affermano che stanno semplicemente rispettando le leggi locali, che si applicano solo ai veicoli a energia alternativa e non a quelli con motore termico diesel o benzina. I funzionari cinesi dicono i dati vengono utilizzati per per migliorare la sicurezza pubblica, facilitare lo sviluppo industriale e la pianificazione delle infrastrutture, e per prevenire le frodi agli incentivi alle auto elettriche.

I critici, invece, sostengono che le informazioni raccolte in Cina sono ben superiori di quanto necessario per raggiungere gli obiettivi dichiarati del Paese. Possono essere utilizzate per la sorveglianza e per prevedere ed eliminare le minacce percepite alla stabilità del Partito comunista al potere.

Oltre alle questioni di privacy e politiche, che non spetta ad Autoblog.it analizzare a fondo (d'altronde chiunque vada in giro con uno smartphone acceso è tracciabile, ovunque nel mondo), c'è anche un altro aspetto che invece è per noi molto interessante: la Cina ha oggi in mano tonnellate di dati strategici utili all'industria dell'auto e che la stessa industria potrebbe usare per creare prodotti più affini alle abitudini e alle esigenze dei potenziali acquirenti di un'auto elettrica.

Sempre in Cina, si sa, il Governo sovvenziona in modo molto robusto le case automobilistiche. Di conseguenza i brand cinesi potrebbero avere oggi un'arma in più, e bella grossa anche, per vincere le future sfide nel nascente mercato degli EV.

Anche le case automobilistiche che offrono funzionalità di guida connessa nei loro veicoli, anche fuori dalla Cina, raccolgono grandi quantità di dati (ufficialmente in modo anonimo) dalle loro auto e non solo da quelle elettriche. Ma questi dati non escono dai database dei singoli produttori e non vengono condivisi con i Governi.

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