Auto elettriche e ibride in crescita anche in Italia

Dall'ultima indagine di Nomisma emergono segnali positivi, anche se deboli, per le auto elettriche e ibride in Italia.


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Anche in Italia, nel loro piccolo, le auto elettriche e ibride crescono: nei primi 10 mesi del 2018 le immatricolazioni di macchine a batteria sono cresciute dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre le ibride dell'1,2%. Sul totale delle auto immatricolate da gennaio a ottobre di quest'anno lo 0,3% è elettrico mentre il 4,4% è ibrido. C'è da precisare, però, che all'interno del dato sulle auto ibride sono incluse pure le immatricolazioni di auto mild-hybrid.

Sono i dati diffusi dall'Osservatorio Mobilità Smart & Sostenibile di Nomisma, che ha intervistato un campione statistico di mille persone per fotografare lo stato attuale delle conoscenze e delle preferenze degli italiani in fatto di mobilità sostenibile e mezzi di trasporto a basso impatto ambientale.

Oltre ai dati di vendita, sono interessanti quelli sulla conoscenza che gli italiani hanno dei veicoli a basse o zero emissioni: il 39% dichiara di conoscere le macchine ibride e ibride plug-in, il 44% del campione conosce gli EV puri. Tra coloro che comprano auto elettriche o ibride la gran parte lo fa per ottenere i numerosi benefici previsti dalla normativa nazionale e locale: accesso libero al centro città o in ZTL (17%), parcheggi gratuiti (8%), esenzione del pagamento del bollo (7%) e incentivi per l'acquisto (5%). Il 25% del campione si dichiara anche attento alla protezione dell'aria e alla riduzione dell'inquinamento.


Tra i possessori di auto ibride plug in e soprattutto elettriche il 79% ritiene necessario installare una wall box per la ricarica, il 74% ritiene le colonnine pubbliche di ricarica insufficienti e sempre il 74% è convinto che ancora i prezzi delle auto ecologiche sia troppo alto per una diffusione di massa. Ma il 61% di loro consiglierebbe l'uso delle ibride e delle elettriche agli amici.

Luca Dondi, Amministratore Delegato di Nomisma, spiega così i risultati della ricerca: "La forte dinamicità che sta attraversando e rapidamente ridisegnando la filiera della mobilità sostenibile rappresenta un fenomeno relativamente nuovo ma non passeggero, complici i tre principali attori del mercato: produttori, consumatori (singoli cittadini e imprese) e legislatore. L'aumento dell'offerta di veicoli e servizi green, unito al cambiamento di bisogni, necessità e priorità dei consumatori e agli indirizzi politici – tanto a livello europeo quanto nazionale e locale – rappresentano le determinanti per l'affermazione e la crescita della filiera della sostenibilità".

Altro aspetto analizzato da Nomisma in questa indagine è il rapporto degli italiani con la condivisione dei veicoli: auto, bici e scooter. In altre parole: car sharing, bike sharing e scooter sharing.

Ben l'86% degli italiani non ha usato uno di questi servizi nell'ultimo anno, per diversi motivi: il 31% non è realmente interessato, il 21% non trova un'offerta soddisfacente di veicoli o utenti con cui viaggiare insieme (per il car pooling), mentre il 14% trova difficoltosi i sistemi elettronici prenotazione o noleggio dei mezzi.

Il numero di veicoli condivisi, aggiornato al 2017, è stimato da Nomisma in 47.700 unità: l'83% sono biciclette, il 16% automobili e solo l'1% sono scooter. Nel totale dei mezzi di trasporto condivisi quelli elettrici salgono da circa 620 del 2015 a circa 2.200 del 2017 con una quota sulla flotta complessiva che sale di conseguenza dall'11% al 27%. I vari servizi di car sharing hanno oltre 1 milione di iscritti e in 12 città è attivo almeno un servizio di car sharing elettrico.

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