Formula 1 GP Brasile 2018: il commento della gara

Il commento del GP del Brasile 2018, vinto da Hamilton dopo una gara in cui non sono mancati i colpi di scena.

GP Brasile 2018 - Podio

Pista veloce, curvoni lunghi e saliscendi mortificati dalle telecamere. La Mercedes continua a giocare con la Federazione, che rimanda ancora la decisione non facendo comparire in pista il proprio responsabile tecnico Tombazis, presentando cerchi con fori ancora più grandi.

Prove libere e qualifiche tiratissime, Mercedes e Ferrari si giocano il mondiale costruttori, ossia centinaia di milioni di dollari, variabili a seconda degli introiti di tutto il Circus. Comunque, una montagna di soldi. Le due squadre si presentano con i piloti di punta esausti dalla lotta iridata. Hamilton si comporta da padrone del Circus e della pista, rimanendo in traiettoria con Raikkonen e sparando poi sul prato il povero Sirotkin, incolpandolo poi nelle interviste. Follia.

Formula 1 GP Brasile 2018 - Hamilton - Qualifiche

Vettel litiga invece con degli allegri commissari alla pesa, presissimi tra grandi sorrisi e movimenti rallentati dalla sbornia, a raccontarsi la movimentata notte precedente. Purtroppo Seb andava di fretta, aveva programmato un cambio gomme e la pioggia era in arrivo, li ha dovuti disturbare. Sarà multato, ovviamente. Prima fila Ham-Seb, con la Ferrari che gestisce meglio di tutti la q2, unica ad usare le Soft. Sulla carta un grandissimo vantaggio, realmente non funzionerà. Ciò che comunque balza agli occhi è il ridotto distacco tra i piloti Hamilton e Bottas nonché tra Vettel e Raikkonen, proprio a sottolineare quanto sopra.

Altro dato importante è la velocità del motore Ferrari espressa nel T3, ossia una 90 gradi a sinistra seguita da lungo tratto in salita che porta al traguardo, quindi un tratto di puro motore. Nelle prime dieci posizioni ci sono sei motori Ferrari. Pronti, via. Seb stenta a muoversi dalla griglia già nel giro di allineamento. Si saprà poi che un sensore inefficace mortificherà la sua prestazione durante la gara. Partono forte le due frecce d’argento, seguite dalle Ferrari. Raikkonen va più forte di Seb, tant’è che invertiranno le posizioni. Si attende il degrado delle gomme SuperSoft della Mercedes, ancora una volta partita coi famosissimi buchi chiusi ma anche la Ferrari su Soft fatica, entrambi i top team soffrono, i piloti non possono guidare forte, bloccano con facilità in frenata e le auto non hanno direzionalità. Saltano ancora una volta le strategie sulla performance e la durata delle Pirelli.

Formula 1 GP Brasile 2018 - partenza

Arriva però come una furia Max. Passa tutti e se ne va. Una superiorità devastante, una determinazione incrollabile. Non si preoccupa del degrado, non si preoccupa degli avversari. Anzi, sembrano impotenti, annichiliti, incapaci di resistere. E parliamo di Hamilton, Bottas, Vettel e Raikkonen. Quei quattro non lo fermeranno, il degrado non lo fermerà così come il poco potente TAG aka Renault. Servirà il miglior Toto Wolff ed il suo protetto Ocon, già doppiato da Max, per eliminarlo e chiudere finalmente il mondiale costruttori.

GP Brasile 2018: Verstappen - Ocon

La classifica vedrà al primo posto Hamilton, ancora una volta bravo e fortunato ma la gara è stata dominata da Verstappen. Una furia agonistica assoluta, da ricordare Ayrton, che aleggia sempre ad Interlagos, lo stesso errore di Ayrton, speronato anche lui da un doppiato nella leggendaria stagione del 1988, la stessa reazione di Ayrton ai box di Suzuka, spintonando Irvine.

Max incontra Ocon alla bilancia, lo spintona, Ocon chiama i commissari per farsi proteggere ma continua a stuzzicarlo, Max lo spintona ancora. Un campione contro un pilota, un uomo contro un cretino. Tornando ad Ayrton, rimane Dio sia chiaro. Ma Max è già in odore di santità. Sul podio, champagne e finte preghiere per Lewis, rabbia per Verstappen, occhiali da sole e disinteresse per Kimi. Olè.

GP Brasile 2018 - Hamilton vittoria

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