Auto elettriche: anche Mazda si arrende alla UE?

Ad ottobre Mazda ha giurato fedeltà al motore rotativo usato come range extender per le auto elettriche, oggi arrivano indiscrezioni su un possibile piano B.


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Appena un mese fa il costruttore giapponese Mazda annunciava la sua strategia in fatto di auto elettriche: entro il 2020 le prime EV con motore rotativo come range extender, nel 2030 il 95% della gamma composta da elettriche ad autonomia estesa e solo il restante 5% di elettriche pure al 100%.

Una strategia molto diversa da quella della maggior parte degli altri costruttori, basata su una nuova gamma di modelli 100% elettrici da immettere sul mercato prima possibile.

Forse, però, a Fuchū, nella Prefettura di Hiroshima dove ha sede il quartier generale di Mazda, qualcuno sta pensando anche a un piano B.

Ne è convinta Bloomberg che afferma che già dal 2021 la casa Giapponese lancerà una sfilza di modelli completamente elettrici. Almeno sul mercato europeo.

Potrebbe anche trattarsi di una strategia per la sola Europa: Mazda, infatti, ha il grosso problema delle multe UE per lo sforamento dei limiti delle emissioni della sua gamma. Vendendo molti SUV, la casa giapponese ha difficoltà a rientrare nei parametri europei.

Mazda vende circa un quinto della sua produzione in Europa, un mercato che non può lasciarsi sfuggire ma che non può neanche mantenere pagando milioni e milioni di euro in multe. Lo stesso costruttore ammette di aver già accantonato nel bilancio di quest'ano 10 miliardi di Yen (circa 77 milioni di euro) per le multe.

Sempre in quest'ottica, Mazda ha annunciato che presenterà al Los Angeles Auto Show a fine novembre una nuova versione della Mazda 3 con motore più efficiente ed emissioni inferiori al modello precedente.

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