Alfa Romeo Giulia si prende gioco delle rivali tedesche in uno spot USA [Video]

In tre video, Alfa Romeo Giulia prende in giro le berline di BMW, Mercedes e Audi

In Alfa Romeo hanno deciso di sfruttare il meccanismo che negli Stati Uniti permette di produrre contenuti commerciali a scopo comparativo, per lanciare in tono provocatorio, una sfida alle sue principali rivali tedesche. In tre video, la casa di Arese mostra tre diversi personaggi ognuno dei quali intenzionato a vendere la propria auto prodotta in Germania per acquistare la berlina del biscione Giulia.

I tre protagonisti ad inizio video spiegano i pregi e i motivi che li hanno portati a scegliere i noti marchi tedeschi: Doug è fiero della dotazione della sua BMW Serie 3, Shawn elogia l'intelligenza artificiale della Mercedes Classe C e infine Dan parla del concentrato di tecnologia e connettività che è la sua Audi A4. Tutti, però, si sentono insoddisfatti poichè alle loro auto manca qualcosa: l'emozione. Così nasce in loro la decisione di mettere in vendita le proprie automobili per poter comprare l'Alfa Romeo Giulia.

A fine video compare un numero in sovraimpressione, che, chiamandolo, farà sentire le voci dei tre protagonisti degli spot che vi inviteranno a recarvi presso i concessionari Alfa Romeo più vicini per avere maggiori informazioni  sulla Giulia. Nonostante il taglio aggressivo e scherzoso del commercial, va sottolineato che i tre modelli tedeschi presenti appartengono tutti alle generazioni precedenti rispetto a quello in commercio attualmente. Inoltre, il volume di vendite della berlina italiana nei primi sei mesi del 2018 negli USA, è stato di 6.362 veicoli venduti contro le 18.142 unità di A4, i 24.180 esemplari di Serie 3 e addirittura le 29.659 unità di Classe C. Questo spot si colloca perfettamente nella strategia di comunicazione di Alfa Romeo per cercare di aumentare i volumi di vendita della Giulia, così da poter effettivamente competere nel suo segmento sul mercato americano per ora ancora sotto stretto controllo delle tedesche.

A cura di: Tommaso Marcoli

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