Guida autonoma: Uber riprende i test dopo l'incidente

Il colosso americano Uber chiede il permesso per poter proseguire i test verso la guida autonoma su strade pubbliche

Uber

A sette mesi di distanza dal terribile incidente di Tempe in Arizona, costato la vita ad una donna,Uber, il più noto servizio di trasporto automobilistico privato, torna a chiedere l’autorizzazione per poter rimettere su strada i suoi veicoli senza conducente.

Di nuovo su strada


La domanda per poter riprendere i propri test sulla guida autonoma è stata presentata alla corte dello stato della Pennsylvania, preceduta da una nota dell’azienda inviata allo US National Highway Traffic Safety, nella quale venivano spiegate le nuove misure di sicurezza adottate dalla società. Sui veicoli saranno ora presenti due autisti in carne ed ossa, che vigileranno sulla sicurezza di pedoni e automobilisti intervenendo in caso di emergenza. Inoltre, è stata migliorata la risposta del software agli stimoli esterni, in grado ora di riconoscere oggetti e persone più velocemente permettendo manovre di emergenza più rapide e sicure.

Il SUV Volvo che lo scorso Marzo travolse e uccise una 49 enne in bicicletta, aveva il sistema di frenata automatica, previsto di serie sul veicolo, disattivato, e l’autista che avrebbe dovuto vigilare sul percorso, era distratto dal suo smartphone. L’incidente è stato il primo con una vittima ad aver coinvolto un veicolo a guida autonoma: fatto che ha sollevato molte domande e bloccato lo sviluppo dei veicoli in grado di guidare da soli.

In una nota, l’amministratore delegato di Uber Dara Khosrowshahi ha dichiarato che “Uber crede molto e si impegna a condividere con le altre aziende nuove tecnologie e ricerche, per dimostrare il progresso nello sviluppo della guida autonoma”.  In aggiunta, l’azienda rilascerà anche un report con tutti i progressi interni ed esterni alle attività della società sui temi di sicurezza e di tecnologia avanzata.

Uber è la sesta azienda negli Stati Uniti a pubblicare volontariamente i propri risultati e le proprie ricerche sulla guida autonoma e sulle tecnologie ad essa collegate. Altre includono Waymo (di proprietà di Google),  General Motors, Ford, la startup Nuro e Nvidia: la maggioranza di queste società ha già messo a disposizione le sue note rendendo pubbliche le proprie ricerche su queste tecnologie.

A cura di: Tommaso Marcoli

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