Auto elettriche: Zinco e Aria rivoluzioneranno le batterie?

Le batterie zinco-aria potrebbero sostituire quelle agli ioni di litio perchè capaci di immagazzinare energia a un costo inferiore garantendo maggiore sicurezza

667d6bc7-9a34-45f4-ad0e-5dd9e7a8fd7e.png

Le auto elettriche sono ormai da alcuni anni un’importante alternativa ai più classici motori a combustione interna, verso i quali sorgono dubbi e pareri discordanti: chi aspramente li condanna ritenendoli ormai obsoleti e tra le principali cause di un inquinamento fuori controllo, e chi invece ritiene che siano ancora affidabili ed efficienti quando si parla di mobilità su quattro ruote.

Non è un caso, tuttavia, che si senta sempre più spesso parlare di elettrificazione della gamma di modelli presenti nel listino delle case automobilistiche, o ibridazione, ovvero affiancare il motore a benzina a un’unità elettrica. Gli investimenti verso questo tipo di tecnologia sono stati, e continuano ad essere, un’opportunità per le aziende automobilistiche di proporre soluzioni sempre più efficienti e innovative: le batterie agli ioni di litio, che sono oggi la principale tecnologia utilizzata per l’alimentazione delle macchine elettriche, hanno visto un miglioramento nella capacità degli accumulatori di immagazzinare energia e di conseguenza un progressivo aumento dell’autonomia di marcia per il veicolo.

Le batterie al Litio, nonostante siano così diffusamente utilizzate, presentano una seria di incovenienti e criticità, soprattutto legate al costo eccessivo, in quanto il Litio è un materiale raro e difficile da estrarre. Poi c'è l'aspetto della sicurezza visto che in caso di incidente, che potrebbe portare ad un incendio. Legittimo è dunque provare ad immaginare soluzioni alternative e meno dispendiose.

Auto elettriche: la batteria zinco-aria


È di inizio Ottobre la notizia che l’imprenditore miliardario Patrick Soon-Shiong, ha sviluppato, attraverso la sua società NantEnergy, una batteria ricaricabile zinco-aria che può immagazzinare energia ad un costo inferiore rispetto alla controparte basata sugli ioni di litio: questi accumulatori sono stati impiegati per supportare 110 villaggi in nove paesi in Asia e in Africa, luoghi che utilizzavano generatori o addirittura dove mancava del tutto l’elettricità, riportando esiti più che soddisfacenti. Questo tipo di tecnologia ha infine una costo minore di 100 dollari per kilowatt-ora, mentre le batterie agli ioni di litio hanno un costo che si aggira tra i 300-400 dollari kilowatt-ora.

Anche gli Stati Uniti, l’America Latina e il Sud-Est Asiatico sono stati sede di test per lo sviluppo di questa nuova generazione di batterie tramite la loro installazione per alimentare 1000 torri di comunicazione, e proprio una di esse, nel North Carolina, ha resistito agli effetti del recente uragano Florence e a quelli dell’uragano Irma lo scorso anno. Inoltre, poichè non presenta rischi di incendio, non ha bisogno di sistemi di raffreddamento esterni per prevenire il surriscaldamento. NantEnergy, che ha sede in California, presso El Segundo, ha intenzione di espandere l’uso del suo innovativo accumulatore anche al mondo della mobilità, installandoli su auto elettriche, autobus, treni e scooter.

Come funziona la batteria zinco-aria?


2c5ca1cf-de7c-41f6-844f-e73fe2406876.jpeg

La forma e i materiali del prodotto sono molto semplici: un involucro esterno in plastica, un circuito stampato e ossido di zinco, il tutto racchiuso in un pacchetto delle dimensioni di una valigetta l’elettricità proveniente da impianti solari viene immagazzinata convertendo l’ossido di zinco in zinco e ossigeno: il movimento degli elettroni genera una differenza di potenziale e quindi una tensione elettrica che può servire per alimentare vari tipi di circuiti elettrici. La batteria sviluppata da NantEnergy è in grado di assicurare con una sola ricarica fino a 72 ore di energia.

Impiego nell'industria automobilistica


Risale tuttavia al 1999 la prima applicazione di questo tipo di tecnologia al mondo dell’automobile, quando Mercedes installò batterie zinco-aria su un suo furgone modello MB-410, che gli permisero di superare il tratto alpino dell’autostrada tra Torino e Lione garantendogli un’autonomia di circa 500km.

09c35b72-48bf-4304-bd2d-515dfe63179a.jpeg

Un risultato sicuramente eccezionale che dimostra come lo sviluppo e la commercializzazione di questa tecnologia possa sostituire gli accumulatori agli ioni di litio, aprendo la strada verso una mobilità completamente elettrica ma più vicina alle esigenze degli automobilisti.

A cura di: Tommaso Marcoli

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 20 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail