Incentivi auto per rottamare i vecchi diesel: Germania si, Italia ferma al palo.

Il messaggio che arriva dalla UE è chiaro: servono piani nazionali per sostituire le auto più vecchie. In Germania sono già operativi, con bonus fino a 4.000 euro a cui si sommano gli sconti della case.

Incentivi rottamazione vecchi diesel

In Germania sono operativi gli incentivi auto riservati ai possessori di veicoli datati da sostituire con uno nuovo. Nel mirino del governo tedesco, tutti quei veicoli con omologazione da Euro 0 a Euro 4, anche se con contributi differenziati. Un'attenzione particolare è riservata ai motori diesel, con l'obiettivo neppure troppo velao di restituire dignità a questo tipo di alimentazione proprio nel paese in cui nacque l'idea di Rudolf Diesel.

Nei giorni scorsi, la Cancelliera Angela Merkel ha invitato alcuni costruttori automobilistici per affrontare il problema delle emissioni e trovare una via collaborativa. L'accordo raggiunto prevede l'intervento statale - mediante incentivi pubblici - e l'impegno delle case auto ad integrarlo con sconti appetibili e offerte mirate. L'incontro ha dato i suoi frutti: incentivi fino a 4.000 euro per chi rottama un veicolo inquinante e ne acquista uno nuovo, ed iniziative di alcuni costruttori che mettono sul piatto sconti sostanziosi.

Del resto, appare chiaro che la Germania punti alla leadership europea in fatto di mobilità sostenibile. E non è affatto secondario il desiderio di scrollarsi di dosso l'onta del "Dieselgate", che ancora brucia e che ha fatto dire al ministro dell'ambiente Svenja Schulze (SPD): "È l'industria automobilistica che ha generato questo problema, e sta a lei pagare".

Per farlo, sia la cancelliera Angela Merkel che il suo ministro Peter Altmaier, spingono affinché nasca una fabbrica di batterie per auto elettriche in Europa. Più precisamente in Germania, visto che è proprio intorno a questo paese che gravita a maggior parte del mercato automobilisto del Vecchio Continente.


Incentivi auto: rottamazioni fino ad Euro 4, aggiornamenti per gli Euro 5


Vediamo nel dettaglio quali incentivi auto sono stati introdotti in Germania. Per i residenti nelle 14 città più inquinate del Paese, il governo a messo sul piatto un bonus di 4.000 euro per chi rottama un veicolo omologato secondo le normative Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 ed Euro 4. Ovviamente, se ne acquista uno nuovo rispondente alle normative vigenti.

I possessori di autoveicoli omologati secondo la normativa Euro 5 non hanno diritto all'incentivo per sostituirli, ma possono beneficiare di un contributo per aggiornare il motore diesel con modifiche meccaniche - come ad esempio l'istallazione di catalizzatori SCR - volte a ridurne le emissioni.

Le Case auto pronte a collaborare. Sul piatto sconti sostanziosi


I costruttori automobilistici si sono detti fortemente intenzionati a sostenere l'iniziativa del governo Merkel, con un contributo importante volto togliere dalla circolazione le auto più vecchie. Ma sembrano poco inclini ad appoggiare interventi di aggiornamento meccanico delle Euro 5 in circolazione.

Sono su questa linea comune le principali case auto tedeschie: Volkswagen si è detta interessata, puntando sugli incentivi per cambiare auto piuttosto che su quelli per l’aggiornamento dei motori Euro 5, come Mercedes. BMW è stata ancora più netta, dicendosi assolutamente contraria ad ogni opera di modifiche meccaniche. Stessa posizione da parte di Opel.

Renault, che non era stata invitata e non ha preso parte all'incontro tra il governo tedesco e i costruttori auto, ha preso subito la palla al balzo lanciando degli incentivi già disponibili ed estremamente sostanziosi. Si parte dai 2.000 euro per chi acquista una Twingo rottamando una vecchia auto fino ai 10.000 euro riservati a chi sceglie un'Espace. Chi punta sulla gamma elettrica Z.E. di Renault - invece - può beneficiare di un bonus di 8.000 euro

E in Italia? Tutto fermo, in attesa di segnali dal Governo


Mentre la Germania si dimostra subito reattiva la questione dei veicoli più inquinanti, in Italia non si registrano movimenti. Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha assicurato che c'è intesa con il collega dei trasporti Danilo Toninelli per ridurre l'impatto dei vecchi modelli sui centri urbani, ma - se escludiamo i blocchi alla circolazione - iniziative concrete ancora non se ne registrano.

Anzi, c'è il dubbio su chi debba prendere l'inziativa e il rischio di azioni non coordinate tra i ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti. Secondo Costa, infatti, "quella dell'incentivazione o meno e della sostituzione delle vetture non dipende dal Ministero dell'Ambiente, ma è una competenza del ministero dei Trasporti. Almeno, in Italia è così."

E nell'attesa che il ministro Toninelli batta un colpo, in molte città scattano i divieti per le auto Euro 3. L'input è partito dalle autorità europee, ma sono molte le autorità locali e regionali che hanno deciso imporre limiti alla circolazione. A questo punto, è auspicabile un intervento del governo - sul modello tedesco - che delinei una strategia e individui le risorse per avviare una campagna di sostituzione attraverso degli incentivi auto.

 

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