Salone di Parigi 2018: tante spine poche prese [Video]

Intervista al salone di Parigi 2018 al CEO di Citroën, Linda Jackson e al Presidente di Suzuki Italia Massimo Nalli. Auto elettriche, tempi sviluppo infrastrutture di ricarica e mercato.

Quando le auto elettriche circoleranno in massa sulle nostre strade? Oggi? Proprio no. Domani? Forse, magari anche dopodomani. Durante il salone di Parigi 2018 la redazione di Autoblog.it ha intervistato il CEO (Chief Executive Officer, amministratore delegato) della Citroën. Lorenzo Baroni ha in particolare chiesto a Linda Jackson un'opinione sui tempi di diffusione su larga scala dei veicoli elettrici. Perché si parla moltissimo di questo tema, quasi sembra che siamo di fronte ad un'imminente trasformazione radicale del modo in cui ci spostiamo in auto. E le amministrazioni pubbliche europee, soprattutto quelle locali, varano divieti pesanti, soprattutto contro le auto diesel, come se già esistesse un'alternativa praticabile.

Invece i numeri attuali raccontano una storia completamente diversa. Gli ultimi dati disponibili dicono che nel primo semestre 2018, sebbene siano in forte crescita, le auto ibride plug-in nuove vendute nell'Unione europea rappresentano ancora solo lo 0,9% del totale, le ibride auto-ricaricabili il 3,5%, le elettriche lo 0,8%. Su un totale di 8.449.247 auto nuove vendute in Ue da gennaio a giugno, solo 65.713 sono elettriche. I motivi li conosciamo bene: prezzi alti, scarsa autonomia delle batterie, infrastruttura di ricarica quasi inesistente e di difficile gestione, tempi di ricarica inaccettabilmente lunghi.

L'intervista a Linda Jackson di Citroën al salone di Parigi 2018


"Noi sappiamo che i nostri motori saranno pronti" - ha esordito il CEO della Citroën - "Per il 2025 avremo versioni elettriche o ibride plug-in dei nostri modelli. Ma continueremo ad avere anche motori diesel e a benzina. Proprio oggi abbiamo presentato a Parigi la C5 Aircross Plug-in Hybrid che arriverà nel 2020. La questione dell'infrastruttura è molto importante. Se abbiamo comprato un'auto elettrica, dove andiamo a ricaricarla? Cosa facciamo delle batterie esaurite? Ci sono abbastanza batterie nel mondo? Il prezzo delle batterie sarà abbastanza basso da essere accessibile alla maggior parte delle persone? Ciò che noi stiamo facendo è assicurarci che la nostra offerta sia pronta per i nostri clienti e che saremo in grado di assecondare quello che i nostri clienti vogliono. Alla fine, gran parte della domanda verrà spinta dai governi, dalle leggi, dai divieti delle città sui diesel e da incentivi all'acquisto per le auto elettriche".

Questi cambiamenti che si vogliono realizzare coinvolgono l'intera catena produttiva dell'automobile. Si parla spesso a livello generale di 2020 e 2025. Riusciranno ad essere messi in pratica in tempi così brevi? La realtà indica invece un periodo molto più lungo.

"Oggi tutti i costruttori stanno partecipando ad una sorta di corsa verso due obiettivi: la produzione di veicoli ibridi ed elettrici, su cui stiamo dirigendo ingenti risorse per investire in questa direzione; poi c'è la corsa a rispettare i limiti sulle emissioni di CO2 imposti dall'Unione europea. E noi raggiungeremo questo obiettivo, insieme al Gruppo PSA. Si tratta di enormi investimenti".

Qui Linda Jackson rimarca una verità che non sempre si sente raccontare con la stessa chiarezza: "Accadrà tutto questo entro il 2020? Concordo, ci vorranno tempi lunghi. Quando? Nessuno lo sa. Ribadisco, se voglio usare la mia auto elettrica per fare un viaggio in campagna, devo poterla ricaricare. Ma per realizzare tutto questo ci vorrà tempo".

Un altro elemento importante riguarda la tecnologia delle batterie. In particolare la sfida nel trovare le materie prime.

"C'è un ampio dibattito in corso sulle materie prime come litio e cobalto. Molti si pongono questioni etiche su questi processi produttivi, sul fatto se siano veramente puliti e sul modo in cui tali materie prime vengono effettivamente estratte dal terreno. In più c'è la questione dei costi, perché attualmente il prezzo delle batterie è molto alto. Si vuole quindi comprendere come questi materiali vengono utilizzati nella produzione delle batterie. Ma soprattutto sapere come si potrà far calare rapidamente il prezzo, in modo che le auto elettriche siano veramente accessibili a tutti".

"Perché queste auto non devono essere elitarie" - ha proseguito l'amministratore delegato della Citroën - "Chiunque deve avere la possibilità di acquistarle. Questa è un'altra grande questione che ci porta ulteriormente avanti nel futuro. Stiamo ad esempio considerando anche la tecnologia delle celle a combustibile (idrogeno, ndr) come prossima evoluzione dei veicoli elettrici. E tutto ciò necessiterà tempi lunghi per la realizzazione".

Intervista al Presidente di Suzuki Italia Massimo Nalli


Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Presidente di Suzuki Italia Massimo Nalli, che al Salone di Parigi ci ha raccontato l'approccio della Casa giapponese sulla mobilità del futuro. Un futuro, quello legato alla diffusione in larga scala delle auto elettriche, non esattamente alle porte, vista la carenza di infrastrutture sul territorio italiano. "L'approccio di Suzuki all'auto del futuro è molto pragmatico. Le soluzioni disponibili e soprattutto fruibili oggi sono rappresentate dalle auto ibride. Tra le tante soluzioni, noi di Suzuki crediamo in quelle dette smart hybrid: prevedono una batteria piccola che non occupa molto spazio, ma allo stesso tempo contribuisce alla riduzione dei consumi e delle emissioni. Inoltre apre la porta a tutte le facilitazioni delle regioni o dei comuni, come ad esempio l'esenzione dalla tassa di possesso o quella di evitare le limitazioni alla circolazione. Il tutto per una spesa maggiore di soli mille euro, nel caso di Suzuki.

Le ibride plug-in o le elettriche, hanno bisogno della colonnina per essere ricaricate: per questo sulle vendite scontano la carenza infrastrutturale. Questo inoltre è un problema non risolvibile in breve tempo, ne tanto meno in maniera economica: ci vogliono grandi investimenti che solo le amministrazioni possono sostenere, non è possibile pensare che le Case automobilistiche si possano sostituire all'intervento statale. Per questo Suzuki vede un elettrico più avanti nel tempo: non prima di 10/15 anni vedremo percentuali di mercato interessanti. Escludendo le ibride e le elettriche, noi crediamo nell'idrogeno, che rappresenta una vera soluzione sostenibile. Suzuki sta infatti sperimentando delle celle combustibili alimentate a idrogeno."

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