Mazda e il diesel: no alle demonizzazioni, si ad una tecnologia pulita ed efficiente

Il tema delle emissioni è sempre più dibattutto, Mazda dice la sua e delinea la sua strategia: diesel sempre più pulito ed efficiente, in futuro anche aibrido ed elettrico.

"Il diesel logora chi non lo sa fare", potrebbe essere questa la sintesi - un po' provocatoria - che racchiude il pensiero di Mazda sul motore diesel. In un momento in cui questo tipo di alimentazione subisce attacchi - spesso ingiustificati - che sembrano decretarne la prematura scomparsa, il Costruttore giapponese si schiera in maniera netta con una tecnologia che ritiene essere tra le soluzioni attuali alle problematiche ambientali.

A partire dal Dieselgate, si sono diffuse molte notizie ed interpretazioni che hanno portato ad una vera e propria demonizzazione dei motori diesel, senza alcuna distinzione tra i vecchi motori a gasolio - indubbiamente molto inquinanti - e i nuovi propulsori, in grado di rispettare i vincoli più severi delle normative antinquinamento, mantenendo quella brillantezza di marcia e quella convenienza dei costi di esercizio che ne hanno decretato il sucesso.

In questo clima di sospetto e scetticismo, il calo di vendite verso i clienti privati (-3,5% in meno del 2018 rispetto al 2017) può essere causato anche dal disorientamento dei consumatori nei confronti della vettura da acquistare. Il dubbio che attanaglia gli automobilisti riguarda in particolare la scelta dell'alimentazione, e in attesa di capire meglio decidono di rimandare l'acquisto.

Mazda: i motori diesel non sono tutti uguali


Ma, come dicevamo, i motori diesel non sono tutti uguali. Se prendiamo in esame i valori di emissione di NOx (gli ossidi di azoto e le loro miscele prodotti durante la combustione) emessi dai motori diesel, possiamo vedere come questi sono scesi drasticamente dai 0,55 g/km dei vercchi Euro 2 ai 0,08 g/km dei moderni Euro 6.

Il problema, quindi, non sono i moderni propulsori a gasolio ma quelli vecchi, molti dei quali ancora in circolazione. Se prendiamo in esame il parco circolante italiano, scopriamo che è comporto da più di 7,5 miliodi di veicoli "ante Euro 3", 1 milione e mezzo dei quali addirittura Euro 0 [dati del CNR presentati al Dealer Day 2018]. Con l'attuale ritmo di sostituzione, servirebbero 14 anni per toglierli tutti dalle nostre strade.

C'è da aggiungere che - come rilevato dal Politecnico di Milano su un campione di 5 città, Milano, Genova, Firenze, Parma e Perugia - il comparto dei trasporti motorizzati incide solo sul 10% delle emissioni di CO2, mentre il riscaldamento (spesso obsoleto) degli edifici incide per il 65% e le attività industriali del 25%.

Con il passaggio dal vecchio ciclo di prova NEDC al più severo WLTP - che prevede per le automobili test più rigidi e da settembre 2019 le rilevazioni su strada (test RDE) - gli autoveicoli dovranno essere conformi all'omologazione Euro 6d-Temp, che tutelerà l'ambiente e i consumatori.

Mazda è già in regola con la normativa Euro 6d-Temp


Dunque, se il motore diesel è fatto bene inquina molto poco, e ora la frase di apertura appare meno provocatoria. Per essere coerente, Mazda già da ora ha in gamma solo motori conformi alla futura normativa Euro 6d-Temp, sia diesel che benzina. Il Costruttore giapponese è da anni impegnato nella ricerca e nello sviluppo dei motori diesel, tanto che quando nel 2012 presentò i motori a gasolio dotati della tecnologia Skyactiv essi erano già in linea con la normativa Euro 6, entrata in vigore due anni dopo nel 2014.

Oggi, i motori diesel della gamma Mazda sono già in regola con la normativa che entrarà in vigore tra un anno, e ne conferma lo sviluppo con la nuova generazione di Skyactiv-D che arriverà nel 2021, quando le norme saranno ancora più stringenti.

E per il futuro, la strategia di Mazda non esclude alcun tipo di soluzione tecnologica - incluso l'ibrido e l'elettrico - purché siano concepite nel rispetto dell'ambiente e in linea con le esigenze dei consumatori.

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