Ecopass Roma: dietrofront del Comune

Il Campidoglio ha ritirato la delibera sul cosiddetto ecopass, contestato da una decina di consiglieri della maggioranza e dall'intera opposizione.

Ecopass - Roma

Niente Ecopass a Roma. Almeno per il momento. Il Campidoglio ha infatti ritirato la delibera che doveva essere approvata in questi giorni sulla cosiddetta "Congestion Charge", un pedaggio destinato a chi entra nell’anello ferroviario della Capitale. "Abbiamo ritirato il provvedimento per farne uno congiunto con l’opposizione che ha voluto contribuire" ha spiegato la sindaca Virginia Raggi "Ma l’Ecopass rimane nel nostro programma e si farà quando arriveranno in città i nuovi bus e tram". In realtà sembra che sia mancata l'unità d'intenti nella maggioranza, con una decina di consiglieri che si è opposta all’approvazione del provvedimento firmato dal presidente della commissione trasporti Enrico Stefano.

La bozza di delibera non sembrava chiarissima sul reale funzionamento dell’ecopass che sarebbe dovuto scattare nel 2020. Si parlava infatti di un numero di accessi gratuiti (tra i 50 e i 150) per ogni veicolo, oltre i quali pagherà. Erano anche previste esenzioni per i mezzi meno inquinanti, come le auto ibride ed elettriche. Non si arrende il il capogruppo pro-tempore Giuliano Pacetti, costretto a ritirare la delibera per mancanza del numero legale: "la ritiriamo per riproporla nella seconda metà di settembre. Le altre forze politiche hanno teso la mano a un dialogo affinché si possa discutere tutti insieme. Il capogruppo Pd Antongiulio Pelonzi esprime la soddisfazione dell'opposizione: "Ci hanno ascoltato, le nostre motivazioni erano fondate. Ora ci aspettiamo che venga messo in campo il percorso condiviso annunciato".

Arriva l'Ecopass a Roma entro il 2020


Aggiornamento 3 settembre 2018 - Pronto l’Ecopass anche a Roma. La “Città Eterna” guarda a molti esempi arrivati dalle metropoli europee e non, e chiude per traffico. O meglio: chiude a chi non paga. L’Ecopass romano è infatti un vero e proprio pedaggio che gli automobilisti (ma pagheranno anche le “due ruote”) dovranno sborsare per accedere a quello che i romani hanno imparato a conoscere come “anello ferroviario”. Di ferrovia di fatto non c’è traccia in questa delimitazione, ma con questo nome si contempla un’area decisamente vasta della Capitale, molto più grande della “Fascia Verde” del centro storico vero e proprio, già oggi considerata ZTL. Questa settimana, con la riapertura dopo la pausa estiva dei lavori della giunta capitolina, arriverà l’ok definitivo. Tra il dire e il fare dovrebbero trascorrere una manciata di mesi, con l’Ecopass di Roma a regime non prima del 2020. Ad annunciare l’approdo finale del provvedimento, sul quale si stava lavorando da tempo, è stata Linda MeleoAssessore alla Mobilità del Comune di Roma.

Svariate le “regole dentro la regola” del provvedimento, anche un po’ non abbrutire ulteriormente una cittadinanza che dovrà digerire l’idea di pagare ogni volta che si recherà da casa a lavoro e viceversa. Ai residenti all’interno del famigerato “anello ferroviario” sarà probabilmente omaggiato un “pacchetto” con 150 transiti gratuiti. Mentre a investire di ruolo ecologicamente corretto l’Ecopass capitolino ci penseranno gli importi dei pedaggi proporzionali ai livelli d’inquinamento in dote da ogni singolo automobilista. Esempio? Un motore Euro 6 pagherà meno di un Euro 5 o 4, fino al “transito gratuito” delle vetture a zero emissioni, leggi elettriche. L’Ecopass di Roma avrà quindi un più o meno lungo periodo di sperimentazione, per poi entrare definitivamente in servizio dal 2020.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 28 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail