Audi e-tron: scopriamo il recupero di energia

Il SUV elettrico della casa tedesca è particolarmente efficiente nel ricaricare le batterie dalle decelerazioni grazie ad un innovativo sistema elettroidraulico. Test al Pikes Peak

Audi e-tron

Una delle caratteristiche specifiche delle auto elettriche (e anche di quelle ibride) è la possibilità di ricaricare le batterie convertendo in elettricità parte dell'energia cinetica generata da decelerazioni e frenate, evitando che venga trasformata in calore e quindi dispersa. Questo accade perché i motori elettrici funzionano anche come generatori di corrente. Il SUV elettrico Audi e-tron Prototipo è molto efficiente in questa fase.

Lo è al punto da contribuire fino al 30% dell'autonomia complessiva permessa dalle batterie, misurata in oltre 400 Km secondo i test del nuovo ciclo WLTP. Ciò grazie ad un nuovo sistema elettroidraulico di frenata. Audi è il primo costruttore al mondo ad impiegarlo in un'auto destinata alla produzione in serie.

Lo ha dimostrato sul celebre percorso del Pikes Peak, dove lo giugno la collega elettrica Volkswagen I.D. R ha frantumato il record della cronoscalata. Naturalmente, per dimostrare il sistema di recupero dell'energia, Audi e-tron ha dovuto percorrere il tragitto al contrario, cioè in discesa. Si tratta di 31 Km con un dislivello di 1.900 metri. Terreno ideale per questi impieghi. Il SUV tedesco è riuscito a recuperare abbastanza energia da poter percorrere nuovamente una distanza analoga. In termini di potenza, si tratta di 220 kW, i quali consentono una forza di trazione (coppia motrice) di 300 Nm. Pari al 70% della potenza massima dei suoi motori.

Come funziona il sistema di recupero energia di Audi e-tron? Fino a decelerazioni di 0,3 g (g è il simbolo dell'accelerazione di gravità terrestre: il valore 1 corrisponde a 9,8 metri al secondo quadrato), quindi nel 90% dei casi, avviene tramite i soli motori elettrici. Il conducente può impostare tre livelli di decelerazione tramite le palette al volante (che non hanno la funzione di cambio marcia, assente nei motori elettrici). All'aumentare del livello cresce la forza frenante. Quindi si può gestire in molti casi il rallentamento dell'auto col solo pedale dell'acceleratore, ricorrendo al freno tradizionale solo quando è necessario.

Quando la decelerazione supera la forza di 0,3 g il recupero di energia viene effettuato anche attraverso il freno elettroidraulico. Ciò consente di accorciare in modo significativo gli spazi di arresto della vettura, aumentando sicurezza e prestazioni dinamiche. Questo perché una sofisticata gestione elettronica riconosce l'intensità della pressione del pedale e si regola di conseguenza: se necessario, attiva un pistoncino che aumenta la pressione dell'olio nel sistema frenante.

Si passa da un sistema all'altro in modo totalmente trasparente, il guidatore non se ne accorge. Rispetto ad un sistema frenante tradizionale, gli spazi di arresto risultano ridotti del 20%. Significa ad esempio, fermare l'auto in 8 metri invece di 10. Due metri che possono fare la differenza tra investire qualcuno o evitarlo.

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