Angela Merkel e Li Keqiang provano la guida autonoma VW

La cancelliera tedesca e il premier cinese, accompagnati dal CEO di Volkswagen Herbert Diess, hanno provato il concept a guida autonoma SEDRIC.



Visita di Stato, ma anche d'affari, per il premier cinese Li Keqiang nei giorni scorsi a Berlino dove ha firmato accordi commerciali per 20 miliardi di dollari e ha incontrato le autorità tedesche, in primis la cancelliera Angela Merkel. Tra le aziende interessate agli accordi commerciali, ovviamente, c'è anche il Gruppo Volkswagen.

Durante l'incontro i due leader hanno avuto l'occasione di toccare con mano il futuro e testare in prima persona le tecnologie che stanno dietro quei venti miliardi. I due, ad esempio, hanno partecipato ad una dimostrazione su circuito chiuso (l'aeroporto di Tempelhof a Berlino) del concept di auto elettrica a guida autonoma Volkswagen Sedric.


La Sedric monta tecnologie di guida totalmente autonoma (livello 5) tanto da non avere neanche volante e pedaliera. E' una sorta di navetta elettrica completamente automatizzata, con pianale ribassato che incorpora le batterie. Progettato nei centri di ricerca Volkswagen di Potsdam e Wolfsburg, la Sedric è stata presentata al Salone di Ginevra del 2017.

Vi risparmiamo le dichiarazioni di circostanza di Angela Merkel e Li Keqiang sullo stupore nel provare la guida autonoma. Quel che più ci interessa sono le dichiarazioni d'intenti firmate da VW con vari partner industriali che facevano parte della delegazione cinese, che porteranno a collaborazioni nei campi della mobilità elettrica, della connettività e della guida autonoma.

Da notare anche che, prima di provare la Volkswagen Sedric, i due leader avevano assistito a dimostrazioni di altre tecnologie simili presso Daimler e BMW.


Si tratta di un segnale chiarissimo al presidente USA Donald Trump e alla sua recente politica commerciale basata sull'imposizione di pesanti dazi ai produttori esteri di automobili. A questa politica la locomotiva d'Europa e il treno superveloce dell'economia mondiale rispondono stringendo patti e alleanze.

Ma non c'è solo l'Europa tra i partner commerciali e industriali a cui guarda la Cina. I leader cinesi hanno infatti risposto ai dazi di Trump stringendo accordi direttamente con aziende americane invitandole a produrre in territorio cinese per vendere sul mercato cinese.


Il primo e fino ad ora più importante esempio di questa politica (ma ce ne saranno certamente altri a breve) è l'accordo firmato nei giorni scorsi tra il Governo di Shanghai e Tesla, per la costruzione di una mega fabbrica di auto elettriche da 500 mila veicoli l'anno in territorio cinese.

Un accordo che ha ancora molti punti da chiarire, ma che ben rappresenta cosa è la Cina oggi e come il mondo dell'automobile guarda a questo gigante.

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