Auto elettriche: in Norvegia litigano per le colonnine

Segnalati casi sempre più frequenti di gente in coda per ricaricare le batterie, perché le stazioni aumentano meno velocemente delle auto elettriche in circolazione

Auto elettriche

Litigare per una colonnina? E' un'ipotesi ad elevata probabilità di verificarsi, se non si programmerà in modo razionale lo sviluppo dell'infrastruttura di ricarica, da noi ma anche altrove. Prendiamo il caso della Norvegia. Il Paese scandinavo ha da anni assunto il ruolo di nazione leader nella diffusione delle auto elettriche. Diversi fattori positivi hanno permesso ai governi di adottare politiche fiscali molto vantaggiose sull'acquisto e la gestione di questi veicoli, al punto da renderli più convenienti dei rispettivi modelli a combustione.

Al primo posto c'è la ridotta popolazione: poco oltre 5 milioni di abitanti; considerando che Roma da sola, includendo i comuni della cintura, ne conta circa 4, è facile dedurre quanto sia contenuto l'ordine di grandezza di tutti i problemi. Altra importante considerazione: il territorio è dotato di estese risorse idriche; di conseguenza la bassa popolazione permette di utilizzare prevalentemente la sola energia idroelettrica per coprire il fabbisogno generale.

Terzo fattore, ma andrebbe al primo posto: i giacimenti di petrolio del Mare del Nord. Proprio perché gli abitanti sono pochi e le centrali idroelettriche sono sufficienti, la Norvegia può permettersi di esportarlo quasi tutto, ricavandone introiti colossali; questa nazione è infatti il primo produttore dell'Europa occidentale e ha il sesto Pil pro capite del mondo.

Quando si hanno tanti soldi e si è in pochi, tutto diventa più facile. Allora ci si può anche permettere di sovvenzionare in modo pesante dei prodotti che al momento non potrebbero sostenersi da soli sul mercato. Buon per loro. Tuttavia quelli che vedono green dappertutto dovrebbero riflettere sul fatto che lo sviluppo delle auto elettriche in Norvegia è strettamente derivato dalla combustione di petrolio in altre nazioni. Quindi in realtà non è che l'ambiente complessivo ci guadagni un gran che.

Anzi, forse comincia a perderci. Perché più un organismo cresce, più ha bisogno di energia. La Norvegia è il primo mercato europeo di auto totalmente elettriche: nel solo primo trimestre 2018 (dati Acea, associazioni costruttori auto europei) ne sono state vendute 9.694; il secondo mercato è la Germania, 9.127 auto ma 82 milioni di abitanti. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, oggi in Norvegia le auto elettriche costituiscono il 32% delle nuove immatricolazioni.

Attualmente circolano oltre 140mila auto a batteria, a cui se ne aggiungono 67mila ibride; complessivamente il 6% del parco circolante. Una quantità pazzesca. Se in Italia avessimo la stessa percentuale, a fine 2017 avrebbero dovuto circolare per le nostre strade oltre 2,2 milioni di auto elettriche. Invece erano meno di 12mila.

Quante stazioni di ricarica ci sono in Norvegia? Secondo i dati pubblicati su statista.com a fine 2017 erano 9.166, includendo tutte le tipologie, comprese le Superchargers di Tesla, che non sono pubbliche. Bastano? Non più. Va sottolineato che uno dei "benefit" governativi concessi a chi acquista un'auto elettrica è la ricarica gratis tramite le colonnine pubbliche. Ora, anche le colonnine meno potenti permettono tempi di ricarica almeno dieci volte più rapidi rispetto alla rete domestica. In più, sono gratis. Ecco che allora sempre più utenti ne approfittano, giustamente. Ricordiamo che si devono mettere nel conto, anzi in coda, anche le ibride plug-in.

Sono sempre maggiori i casi in cui le auto si mettono letteralmente in coda presso le colonnine come ai vecchi tempi si faceva (e si fa ancora) dai benzinai che offrono i prezzi più bassi. Solo che con le batterie tre minuti non servono a nulla. Ci vuole almeno un quarto d'ora per recuperare metà capacità, e solo nelle stazioni più potenti.

Quando lo spazio scende al di sotto della soglia di comfort, in tutte le attività della vita si diventa nervosi. Infatti vengono segnalati in numero crescente casi in cui pure nella civilissima Norvegia la gente comincia a litigare davanti alle colonnine. E quando vedono uno che arriva con l'ibrida plug-in, spesso e volentieri volano parole grosse, perché in quel caso potrebbe anche andare a benzina, invece di occupare uno slot prezioso. I segnali stanno diventando preoccupanti soprattutto ad Oslo, "metropoli" di circa 600mila abitanti.

In più, nella capitale scandinava cominciano ad esserci anche problemi di sovraccarico della rete elettrica cittadina, proprio a causa dei collegamenti delle auto elettriche, le quali comportano sempre un certo stress ai contatori. La Norvegia viene sempre citata come esempio da seguire per avviare una diffusione di massa della mobilità elettrica. Allora prepariamoci anche a sostenere risse violente davanti alle colonnine. E noi non abbiamo nemmeno petrolio da vendere.

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