Guida autonoma: MapLite, il sistema che non ha bisogno di mappe

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MapLite è il nome del sistema che, in futuro, permetterà alle auto a guida autonoma di addentrarsi anche in strade sconosciute e poco battute. Finora, infatti, le uniche strade percorribili dai veicoli in modalità automatica sono quelle mappate, cioè presenti sulle mappe satellitari, in modo più o meno accurato e, soprattutto, più o meno aggiornato. Il MIT (Massachusett Institute of Technology), grazie a un gruppo di ricercatori del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL), sta lavorando ad un sistema che consentirebbe alle auto a guida autonoma di poter viaggiare anche su strade non presenti sulle mappe.

Più precisamente, come lavora questo sistema? I dati di partenza sono quelli del GPS, necessari per avere un'idea della localizzazione dell'auto: a quel punto si fissano una destinazione finale e quella che i ricercatori chiamano un "obiettivo di navigazione locale", che deve essere rintracciabile entro il raggio di veduta della stessa auto. Dopodiché, i sensori generano un percorso fino al raggiungimento di quel punto specifico, con l'ausilio dei sensori LIDAR per individuare la posizione dei limiti della strada. MapLite potrà fare tutto questo anche in assenza di delimitazioni stradali, semplicemente basandosi su 'supposizioni' di base, per immaginare quanto la strada sia scorrevole rispetto all'area circostante.

"Le auto usano queste mappe per sapere dove ci si trova e cosa fare in presenza di nuovi ostacoli, come pedoni e altri veicoli" ha affermato Daniela Rus, direttrice del laboratorio di ricerca del MIT. "Servirsi di mappe 3D limita i luoghi in cui un'auto automatica può muoversi."

MapLite è attualmente in fase di sperimentazione sulle strade sterrate del Massachusett, ma una volta approntato e definito (e per arrivare a questo non ci vorrà poco tempo, anzi), rientrerebbe appieno nell'obiettivo proposto dalla Segretaria di Stato Elaine Chao, che lo scorso anno, in occasione del salone di Detroit, aveva parlato di come questi veicoli autonomi potranno essere di grande aiuto, in futuro, non solo per la popolazione urbana, quanto anche per quella rurale, che vive e si muove in campagna, quindi su strade non sempre conosciute e magari sterrate.

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