Lexus RX L 2018, la RX diventa a sette posti

Il marchio di lusso di casa Toyota si esibisce nella sua prima interpretazione di auto a 7 posti: ecco la RX L 2018.

Quando cinque posti non bastano sono molte le case automobilistiche ad offrire varianti di modelli già esistenti, ma allungati così da ospitare un paio di passeggeri in più. I giapponesi di Lexus non sono da meno, e per quanto siano specializzati nella realizzazione di automobili premium, non si sono smarcati dall’idea di offrire una vettura capace di ospitare proprio sette persone.

Parliamo ovviamente della Lexus RX L 2018 - variante per più passeggeri derivata dalla fortunata RX. Di fatto abbiamo a che fare con la prima RX omologata per sette - alla quale il costruttore orientale è arrivato senza stravolgere troppo il design - ottenendo di contro - tanta abitabilità in più, per tutti. Basti pensare che gli ingegneri Lexus hanno allungato la RX L di appena 11 cm rispetto alla versione “normale”.

Un design che quindi resta fedele all’originale - lasciando immutata quell’anima da “falsa coupé” rialzata. Scheda tecnica alla mano abbiamo quindi a che fare con una vettura lunga la bellezza di 489 cm per un passo - e il segreto è anche lì - di 280 cm.

Salendo a bordo ci accolgono quindi due sedute in più - del tutto identiche e con la medesima qualità delle altre cinque. Certo - il tallone d’Achille di questi modelli di solito resta lo scarso spazio destinato alla terza fila posteriore. In questo caso i tecnici del “Sol Levante” hanno lavorato anche sul design esterno per ovviare al problema. L’angolo creato dal portellone posteriore che chiude il bagagliaio è stato studiato per consentire agli ultimi occupanti di godere di uno spazio più che dignitoso.

E se è vero che Dio si nasconde nel dettaglio - è altrettanto vero come ogni singolo millimetro guadagnato possa considerarsi oro per gli ingegneri nipponici. Uno dei trucchi utilizzati da Lexus è stato ad esempio quello di spostare dalla parte alta a quella bassa del lunotto il meccanismo che aziona il tergicristallo. L’uovo di Colombo? Fortunatamente sì.

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