Via i tutor sulle Autostrade: lo stabilisce la Corte d'Appello di Roma

Autostrade per l'Italia potrebbe acquistare il brevetto che secondo la Corte d'Appello è stato violato.

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Le tantissime postazioni fisse per la rilevazione della velocità installate lungo le autostrade italiane da nord a sud dovranno essere rimosse. Lo ha stabilito oggi la Corte d'Appello di Roma nel dare ragione, a quasi 12 anni dall'avvio della causa legale, all'azienda Craft di Greve in Chianti (FI) titolare del brevetto che sarebbe stato violato per la realizzazione dei famigerati Tutor.

La sentenza parla chiaro: la violazione del brevetto c'è stata e a questo punto Autostrade per l'Italia dovrà rimuovere tutti i Tutor installati nel nostro Paese e astenersi, in futuro, dal fabbricare, commercializzare e soprattutto utilizzare strumenti che violino quel brevetto.

Non solo. Come spiega oggi La Repubblica di Firenze, per ogni giorno di ritardo nella rimozione dei Tutor, Autostrade per l'Italia dovrà pagare una somma di 500 euro alla Craft a titolo di sanzione civile, oltre a pagare le spese legali che la piccola azienda ha dovuto sostenere.

Autostrade per l'Italia, a questo punto, dovrà rispettare la sentenza emessa dalla Corte d'Appello o, ipotesi piuttosto plausibile, fare una proposta di acquisto alla Craft per il brevetto che, secondo i giudici, sarebbe stato violato. In questo modo, nel caso in cui l'azienda fiorentina dovesse accettare, quel brevetto diventerebbe di proprietà di Autostrade per l'Italia che potrà quindi mantenere la situazione assolutamente invariata e lasciare attivi i Tutor già installati, ma anche fabbricarne e installarne di nuovi.

Non mancheremo di aggiornarvi non appena ci saranno novità. Nell'attesa potete consultare l'elenco di tutti i Tutor lungo le autostrade italiane a questo indirizzo.

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