Uber perde la causa UE: UberPop deve chiudere

La Corte di Giustizia Europea ha emesso la sentenza: Uber è un servizio di trasporto, deve avere autisti professionali.


uberpop


La Corte di Giustizia Europea dà ragione ai tassisti spagnoli, tirando l'ennesima tegola sulla testa di Uber: la società non è un servizio di transazioni economiche tra clienti e autisti, ma un vero e proprio servizio di trasporto pubblico.

Di conseguenza tutti i suoi autisti devono essere figure professionali con tutti i requisiti previsti dalle normative europee e nazionali dei singoli Stati Membri. Conseguenza della conseguenza: addio UberPop, la versione popolare di Uber dove i tassisti sono gente normale, che ci mette la propria auto privata.


La vertenza tra i tassisti professionali e Uber in Spagna era sfociata nella Causa C‑434/15 (Asociación Profesional Elite Taxi contro Uber Systems Spain SL) alla Corte Europea di Giustizia. Causa che si è conclusa con l'accoglimento da parte della Corte di gran parte delle richieste di Elite Taxi.

La teoria di Uber era che la società si limitava a fornire una interfaccia per le prenotazioni e le transazioni economiche delle corse in taxi e, quindi, non poteva essere considerata una società di trasporto pubblico a tutti gli effetti. I tassisti spagnoli, e la Corte ha dato loro ragione, affermavano esattamente l'opposto.


Nella pratica ciò vuol dire che tutti i tassisti di Uber devono essere reclutati secondo la normativa europea sui servizi di trasporto pubblico, alla quale si aggiungono le rispettive normative nazionali dei singoli Stati dell'Unione. Tradotto: stop ai tassisti amatoriali di UberPop, gente comune che trasporta a pagamento passeggeri sulla propria auto privata.

Uber, dal canto suo, non si preoccupa più di tanto per questa sconfitta perché UberPop è sempre stato un business marginale rispetto a UberBlack, i taxi neri con scritta "Uber" guidati da tassisti professionisti.

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