La Francia dice addio a petrolio e gas dal 2040?

Il Parlamento francese ha approvato definitivamente una legge che vieterà, a partire dal 2040, le attività petrolifere.


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Ci sono le Politiche ambientali, con la P maiuscola, e poi ci sono gli annunci per fare bella figura sui giornali. Oggi vi raccontiamo un annuncio: il Parlamento francese ha approvato la legge che impedirà, a partire dal 2040, ogni tipo di attività di ricerca ed estrazione di petrolio e gas in territorio francese e d'oltremare.

Detta così sembra un incredibile slancio ecologista del Governo Philippe e della Presidenza Macron. Ma lo sembra e basta perché, a dire il vero, le attività petrolifere in Francia sono quasi inesistenti: la produzione nazionale francese di petrolio e gas, infatti, ammonta a pochissimi punti percentuali del consumo complessivo del paese.

La stragrande maggioranza dei combustibili fossili consumati in Francia sono importati dall'estero, chiudere la manciata di pozzi di estrazione realmente francesi non cambia nulla. E, a dirla tutta, il 2040 non è neanche dietro l'angolo. E, a dirla proprio tutta tutta, di petrolio e gas in Francia se ne consumano assai meno che nel resto d'Europa perché, come è stranoto, la Francia fa grosso affidamento all'elettricità da fonte nucleare per coprire i propri consumi.

In Francia, per capire di cosa stiamo parlando, il gas non lo usano neanche per cucinare l'omelette: usano i fornelli elettrici o a induzione. Petrolio e gas, in Francia, servono quasi solamente per far girare i motori delle automobili diesel, benzina, metano e GPL.


Discorso speculare, infatti, andrebbe fatto per il famoso divieto di circolazione per le auto con motore termico che, guarda caso, ha la stessa data del 2040. A quella data in Francia circoleranno solo auto elettriche, alimentate sempre dalle stesse centrali nucleari.

Stop alle attività petrolifere e stop alle auto con motore a combustione, quindi, sono due facce della stessa medaglia. E questa medaglia si chiama, spiace dirlo, non ecologismo ma nazionalismo: solo auto elettriche in strada, prodotte preferibilmente dal campione nazionale dell'automobile, alimentate dal campione nazionale dell'energia atomica, e solo fornelli e riscaldamenti elettrici in casa, ancora una volta alimentati dallo stesso campione nazionale.


Scelta politica, assolutamente legittima, che la Francia sta cercando di imporre a livello europeo. In Europa, però, non tutti gli Stati membri hanno il nucleare e, soprattutto, non tutti lo vogliono: in Italia, ad esempio, il popolo sovrano ha deciso con un referendum che il nucleare non lo vuole affatto. Ed era, guarda caso, nucleare con tecnologia francese.

Se passa la linea francese del tutto elettrico entro il 2040, allora, alcuni Stati come l'Italia dovranno trovare una soluzione: servirà molta più energia elettrica di quanta ne produciamo al momento e, conseguentemente, servirà una rete elettrica ben più robusta di quella che abbiamo oggi. Milioni di auto elettriche che si ricaricano tutte insieme sono in grado di mettere KO anche la rete elettrica più moderna.

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