Uber aveva un team di 007 per spiare i concorrenti

Secondo un ex dipendente Uber aveva un team di investigatori per spiare suoi concorrenti.


Uber guida autonoma


Il processo intentato contro Uber da Waymo, la branca di Google-Alphabet che si occupa di guida autonoma, si sta rivelando uno stillicidio di notizie infamanti per la società di taxi condivisi. L'ultima notizia che getta pesantissime ombre sul comportamento di Uber, infatti, è ancora più preoccupante delle precedenti.

Secondo una lettera di 37 pagine in mano al Procuratore scritta da Richard Jacobs, ex security manager di Uber che non lavora più per la società, l'azienda aveva un vero e proprio team di esperti in spionaggio industriale. Tale team veniva utilizzato per rubare segreti ai concorrenti, in primis Waymo, e per altre pratiche scorrette. Secondo l'ex manager il team di spie non aveva solo il compito di rubare tecnologie e idee, ma anche quello di sviare le indagini legali nei confronti dell'azienda.

La nuova dirigenza di Uber, al momento, prende le distanze da Jacobs ma dichiara il suo impegno ad evitare che comportamenti del genere siano ripetuti: "Anche se non confermiamo le affermazioni contenute in questa lettera, e in particolare quelle riguardanti Waymo - ha affermato un portavoce della società - i nostri nuovi dirigenti chiariscono che continueremo a competere onestamente e correttamente, basandoci sulla forza delle nostre idee e delle nostre tecnologie".


Jacobs ha lavorato in Uber da marzo 2016 ad aprile 2017. Non appena si è reso conto delle pratiche illegali che di cui oggi accusa la sua ex azienda ci ha messo in mezzo l'avvocato. Tramite l'intervento del suo legale è riuscito a uscire da Uber con una cospicua buonuscita da 4,5 milioni di dollari. L'accordo prevedeva una clausola di non denigrazione e un contratto di consulenza di un anno per aiutare Uber a "sradicare questo cattivo comportamento".

Tuttavia Uber non ha fornito durante il processo alcuna informazione su questo accordo, e soprattutto sui motivi per i quali Jacobs ha deciso di lasciare l'azienda. E' stato Jacobs a fornire la lettera all'accusa, quando è stato chiamato a testimoniare al processo Waymo Vs. Uber.

La lettera afferma, tra le altre cose, che Uber pensava di usare software hardware specifici per nascondere la creazione e la distruzione di documenti aziendali. Sempre secondo la lettera, poi, sarebbero stati spiati politici, agenzie pubbliche, concorrenti, organizzazioni di taxi e attivisti.

Il famigerato team di 007 di Uber si sarebbe inoltre infiltrato in spazi per eventi privati ​​presso strutture alberghiere e per spiare un gruppo di dirigenti della concorrenza durante il loro soggiorno. Secondo quanto riporta il Guardian, inoltre Jacobs ha affermato che Uber ha registrato e osservato conversazioni private tra i dirigenti, incluse le loro reazioni in tempo reale alla notizia che Uber avrebbe ricevuto 3,4 miliardi di dollari dal governo saudita.


Aggiornamenti in diretta, foto e video di questi incontri spiati sarebbero stati poi inviati in tempo reale in una sorta di "War Room" presso la sede di Uber, dove l'ex CEO della compagnia, Travis Kalanick, insieme ad altri dirigenti di Uber, osservava l'accaduto. Comportamenti e metodiche che ricordano molto quanto avviene normalmente alla Casa Bianca durante le operazioni coperte dei Marines all'estero.

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