Guida autonoma: Volvo ridimensiona i suoi progetti

Il costruttore svedese riduce i programmi: da 100 auto a guida autonoma su strada entro il 2021 a 100 persone coinvolte.


Volvo Guida Autonoma


Il progetto Volvo Drive Me, che originariamente prevedeva 100 veicoli a guida autonoma circolanti su strada entro il 2021, è stato ridimensionato a "100 guidatori coinvolti nel programma". Ciò è dovuto ad alcuni aspetti del programma che si sono rivelati più complessi del previsto, mentre altri sono risultati più semplici da gestire.

Come riporta Automotive News, infatti, Marcus Rothoff, direttore del programma di guida autonoma di Volvo ha ancora dubbi su alcuni aspetti tecnici. Soprattutto sui sensori e sui cablaggi.

"Lungo il cammino - ha dichiarato Rothoff ad Automotive News - alcune delle domande che pensavamo fossero davvero difficili hanno ricevuto risposta molto più rapidamente di quanto ci aspettassimo. E in alcune aree, invece, stiamo scoprendo che c'erano più problemi da risolvere di quanto ci aspettassimo".

Il grosso dubbio, a quanto pare, sta nello scegliere il giusto set di sensori per la guida autonoma tra radar, Lidar e telecamere di vario tipo: "Lo sviluppo delle prestazioni dei sensori e delle capacità dei processori sta andando molto più velocemente di quanto ci aspettassimo nel 2013 - ha detto Rothoff - Poiché i progressi sono fatti a un ritmo così rapido, vogliamo prendere questa decisione il più tardi possibile".

Volvo, in pratica, non sa ancora su quale cavallo scommettere nella grande e rischiosa corsa verso la guida autonoma. Una gara in cui gli investimenti delle case automobilistiche sono a 9 zeri. Il rischio, come ammette lo stesso Rothoff, è che Volvo immetta sul mercato "un prodotto ad alto costo con un limitato valore per il cliente".

Le tecnologie di guida autonoma, infatti, almeno inizialmente saranno messe a listino come funzioni premium. Il CEO di Volvo, Hakan Samuelsson, ha già dichiarato che la guida autonoma di Livello 4 (l'auto si guida da sola, ma ha ancora volante e pedali) dovrebbe aggiungere circa 10.000 dollari al prezzo finale dell'auto.

"L'auto autonoma deve essere l'auto più sicura sulla strada - ha aggiunto Rothoff - Ma non paghi solo perché è il prodotto più sicuro. Devi sapere che ha un valore. La ricerca ci sta aiutando ad tirare fuori quale sia questo valore".


Ma ancora Volvo non lo ha stabilito e ciò, per un produttore di questo livello, non è certamente un punto a favore. Altre società stanno gestendo questa fase in modo diverso: o con test simulati in un ambiente virtuale (lo sta facendo Waymo) o raccogliendo i dati della telemetria da veicoli di produzione con tecnologia di guida autonoma Livello 2  come stanno facendo Cadillac e Tesla). Scelte strategiche molto diverse tra loro e con quella fatta da Volvo. Il tempo dirà chi ha fatto le scelte giuste.

Nel frattempo, però, ci sono anche altri problemi da risolvere: ad Automotive News, Rothoff ha parlato anche della complessità delle cablature necessarie a far dialogare tutti i sistemi necessari alla guida autonoma. "L'architettura elettrica è una sfida davvero enorme che è stata più grande di quanto ci aspettavamo quando abbiamo iniziato il progetto", ha detto Rothoff.


Da pochi giorni Volvo ha inserito due famiglie svedesi all'interno del programma Drive Me: a queste persone sono stati forniti dei SUV XC90 equipaggiati con l'attuale tecnologia di guida assistita Volvo più alcune telecamere e sensori necessari a monitorare il loro comportamento alla guida.

Alla luce delle dichiarazioni di Rothoff sul valore aggiunto delle funzioni premium di guida autonoma, dunque, questa mossa di Volvo appare molto più chiara: "E' facile per ingegneri come noi credere di sapere cosa vogliono i clienti. Ma se affermiamo di essere un brand incentrato sulle persone, allora dobbiamo sviluppare automobili realmente focalizzate sui clienti".

Saranno i clienti, quindi, a stabilire quale sarà la strada di Volvo verso la guida autonoma?

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