Guida autonoma: niente costruttori stranieri in Cina

La Repubblica Popolare Cinese fa ostruzionismo ai costruttori auto stranieri che vogliono testare la guida autonoma in Cina: motivi di sicurezza.


Guida autonoma, Baidu inizia i test su strade pubbliche in Cina


Le grandi case costruttrici di auto che, in mezzo mondo, stanno iniziando a sperimentare su strade aperte al traffico i sistemi di guida autonoma hanno grosse difficoltà a svolgere test anche in Cina. Lo riporta il Financial Times, citando non meglio precisate fonti interne al mondo dell'automotive.

"Abbiamo qualche ostacolo relativo ai test delle funzionalità di guida autonoma, ma è una cosa delicata", commenta un anonimo rappresentante di un grosso gruppo automobilistico sul FT, "Siamo ostacolati nel guidare per la Cina facendo foto e registrando le coordinate GPS, a causa della politica di Difesa nazionale".

In pratica le autorità cinesi temono che le auto a guida autonoma, che sono letteralmente imbottite di telecamere, radar e sensori di ogni tipo, possano essere utilizzate per spiare la Cina. Il tema dell'auto a guida autonoma viene quindi pesantemente politicizzato dalla politica cinese, che mette la sicurezza nazionale prima di tutto.


A voler pensare male, però, ci sarebbe anche una seconda ipotesi: i cinesi sanno benissimo che quello della guida autonoma sarà un mercato enorme e ricco entro il prossimo decennio e hanno un campione nazionale da difendere dalla concorrenza straniera. Si tratta di Baidu, il Google cinese, che da poche settimane ha iniziato a far girare le proprie auto a guida autonoma in una zona ristretta di Pechino.

E, in effetti, sempre al Financial Times un dirigente di Baidu ha ammesso che la sua società non ha alcuna restrizione a utilizzare le tecnologie connesse alla guida autonoma: "Non ho mai sentito nulla del genere".

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