La città di York chiude le porte a Uber, quella di Sheffield le apre

Due novità nel Regno Unito per Uber: la città di York ha deciso di revocare la licenza ai taxi condivisi, mentre Sheffield gliela ridà.


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La nota società di taxi condivisi tramite app Uber è di nuovo sulle spine nel Regno Unito dove, nel giro di poche ore, ha ricevuto una brutta notizia ed una buona. In entrambi i casi si parla del rinnovo delle sue licenze per operare nelle città britanniche.

La città di York, ad esempio, ha deciso di non rinnovare la licenza annuale a Uber. Secondo il Consiglio cittadino di York (186 mila abitanti nella Contea del North Yorkshire), infatti, Uber non avrebbe i requisiti morali per operare in città a causa dei recenti scandali, reclami e persino inchieste in cui la società è stata pesantemente coinvolta in seguito alle sue violazioni della privacy e carenze nella tutela dei dati personali di autisti e clienti.


L'ultima, di una lunga serie, di queste violazioni e carenze è quella relativa all'hackeraggio di 57 milioni di profili da parte dei pirati informatici, con tanto di riscatto da 100 mila dollari pagato da Uber affinché quei dati venissero distrutti.

Da notare che le stesse perplessità erano state sollevate anche dai rappresentanti politici di Sheffield (552 mila abitanti nella Contea del South Yorkshire) che, però, hanno ritenuto le risposte date da Uber sufficienti a rinnovare la licenza che era stata temporaneamente sospesa.

Nel frattempo a Londra continua la battaglia legale tra Uber e le istituzioni per sbloccare la licenza. In questo caso gli abitanti sono quasi 9 milioni e i clienti potenziali di Uber ammonterebbero ad almeno 3,5 milioni.

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