Taxi condivisi, Lyft arriverà a un terzo del mercato USA grazie agli scandali di Uber

Lyft ha già guadagnato molto terreno nei confronti del suo rivale principale, Uber. Ma secondo un documento interno può crescere anche di più.


Taxi condivisi, Lyft arriverà a un terzo del mercato USA


Il principale rivale di Uber nel settore dei taxi condivisi, cioè Lyft, continua a crescere e a conquistare nuove fette di mercato negli Stati uniti. E non accenna a fermarsi, anzi, almeno da quanto si legge in un documento interno rilasciato agli investitori dalla società.

In questo documento, di cui Bloomberg è riuscito ad avere una copia, si legge una previsione di sviluppo per Lyft assolutamente notevole: un terzo del mercato americano dei taxi condivisi. In tale documento si legge che la quota di mercato di Lyft crescerà del 61% entro la fine di quest'anno, rispetto ai dodici mesi precedenti.

Se è vero che nelle scorse settimane le corse in taxi di Uber hanno superato quelle sui taxi gialli tradizionali a New York, è altrettanto vero che il gigante dei taxi privati da mesi è coinvolto in scandali che ne stanno minando la credibilità agli occhi dei potenziali clienti.


E dal documento analizzato da Bloomberg emerge che sono proprio le cadute di stile di Uber a favorire l'ascesa di Lyft. Tuttavia Lyft non ha ancora raggiunto il pareggio di bilancio perché, pur aumentando le corse e gli introiti, in questo momento sta investendo parecchio e cercando nuovi finanziamenti. Ci vorranno ancora alcuni mesi prima che Lyft possa uscire dal rosso fisso in cui opera da quando è nata: la compagnia di San Francisco, infatti, prevede che nel 2019 aumenterà gli introiti netti per 500 milioni di dollari e per 1 miliardo nel 2020. Ma le spese crescono ad un ritmo superiore delle entrate proprio per sfruttare il momento di debolezza di Uber. In pratica Lyft sta scommettendo un sacco di soldi sul fallimento di Uber.

Le entrate nette di Lyft per il 2017 saranno pari a circa 1,5 miliardi di dollari, ma con perdite per 400-600 milioni derivanti dalle enormi spese per il marketing e la pubblicità sulle Tv nazionali americane, con tanto di testimonial del calibro di Jeff Bridges. Alcuni degli investitori che finanzieranno nei prossimi mesi il disavanzo di Lyft, si legge nel documento citato, sono ex investitori di Uber che hanno deciso di cambiare cavallo.

Ad esempio Fidelity Investments, già investitore in Uber, sta negoziando una partecipazione in Lyft per 1 miliardo mentre, come è già noto, Google-Alphabet sta scaricando uber in favore di Lyft.

Inizialmente Lyft era popolare solo tra i clienti più giovani, con una quota di mercato a fine 2016 che non superava il 20% (lasciando il restante 80% a Uber). La pessima stampa di cui ha sofferto Uber negli ultimi dodici mesi ha riequilibrato il mercato verso un 30-70, con Lyft che si prende un terzo del mercato sottraendone il 10% circa a Uber.


Dara Khosrowshahi, nuovo CEO di Uber dopo le dimissioni di Travis Kalanick, mira adesso a portare la compagnia in pareggio entro la fine del 2019. Khosrowshahi ha affermato che il suo concorrente principale "Sta spendendo in maniera aggressiva per guadagnare quote di mercato. Gli Stati Uniti, al momento, sono un mercato molto competitivo tra noi e Lyft, quindi non credo che gli USA siano un mercato molto redditizio per i prossimi sei mesi".

L'unico vero vantaggio di Uber su Lyft, al momento, è che la prima opera su un mercato globale mentre la seconda solo sul mercato nazionale americano. In entrambi i casi si tratta di due società che stanno raccogliendo finanziamenti enormi a destra e a manca, ma stanno anche spendendo più di quanto guadagnano per accaparrarsi un mercato, quello dei taxi condivisi gestiti tramite app dallo smartphone, che solo in un futuro non meglio identificato diventerà redditizio.

Nessuno, stando così le cose, può oggi dire quando lo diventerà, se i taxi tradizionali sopravviveranno e, soprattutto, se le tariffe di Uber e Lyft resteranno così competitive quando saranno costrette a raggiungere e mantenere il pareggio di bilancio.

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