Toyota Yaris GRMN: primo contatto col prototipo al Nurburgring [Video]

Abbiamo provato al Nurburgring il prototipo della nuova Toyota Yaris GRMN, ecco com'è andata.

C’è un motivo per il quale tutte le Case automobilistiche vanno a testare le proprie auto al Nurburgring. Finché non si guida un prototipo tra i cordoli del Norschleife, però, non lo si può capire. La pista è talmente complessa, difficile e varia che riesce a mettere a dura prova tutta la meccanica della vettura evidenziandone i difetti ma, al contempo, sottolineandone i pregi. I prototipi che spesso vediamo nelle foto spia montano componenti non definitive che i collaudatori provano per trovare il setup migliore e per capire se effettivamente in quella configurazione l’auto sia utilizzabile su strada, proprio come ho fatto io con la nuova Toyota Yaris GRMN.

Negli scorsi giorni ho potuto guidare in anteprima uno dei 4 prototipi della nuova sportiva, la versione più estrema della compatta che proprio da questo straordinario circuito trae il proprio nome, acronimo di Gazoo Racing Meister of Nurburgring. Dopo una breve introduzione da parte dei tecnici che hanno ideato, costruito e sviluppato questa piccola belva è subito il momento di mettersi al volante. Dopo aver osservato il nuovo kit estetico che riprende il design della Toyota Yaris WRC da Rally con un enorme presa d’aria anteriore, un alettone e un estrattore posteriore con scarico centrale, salgo in macchina notando subito i cambiamenti rispetto alle Yaris di serie.

La GRMN monta infatti lo stesso volante della Toyota GT86 (che ho guidato dall’aeroporto di Francoforte fino a Nurburg), sfruttando una nuova strumentazione e dei sedili sportivi Boshoku. Proprio le sedute risultano molto contenitive: tengono ben fermo il corpo del guidatore grazie al rivestimento in Ultrasuede ma sono davvero troppo alte. Ne parlo subito con gli ingegneri che mi spiegano che, per via delle rigide regole d’omologazione, quella è la posizione più bassa raggiungibile per mantenere i massimi standard di sicurezza.

Dopo aver cercato, invano, una posizione di guida che mi piacesse, premo il tasto d’accensione e subito vengo distratto dall’intenso sound del quattro cilindri con compressore volumetrico. Gazoo Racing ha sviluppato un sistema di scarico che non è eccessivamente rumoroso nella guida tranquilla ma che sfodera un ruggito bestiale quando si spinge. Pronto a partire metto il piede sulla frizione e mi accorgo di quanto sia dura: il pedale è lo stesso della Yaris diesel ma la frizione è stata rinforzata per sopportare la potenza del 1.8. Innesto la prima e noto subito quanto il cambio sia preciso: innesti ravvicinati, un buon contrasto, insomma, quello che serve su una sportiva.

Una volta in movimento la frizione non è poi così pesante e cambiare marcia è rapido e divertente. Inizio ad assaporare il prototipo su strada notando come le cambiate siano precise, aggettivo riutilizzabile anche per lo sterzo e per la vettura in generale. I rinforzi al sottoscocca hanno irrigidito notevolmente la vettura che, grazie a barre antirollio particolarmente dure, ha pochissimi moti di cassa ma, nonostante questo non è scomoda su strada, anzi. Sulle sconnessioni si balla un po’, molto meno rispetto all GT 86, e in curva l’appoggio è pressoché perfetto.

Sfoderare tutta la potenza del 4 cilindri, anche con le ruote non dritte, non è mai un problema grazie all’eccellente lavoro del differenziale anteriore Torsen che crea grandissima motricità così da poter sfruttare al meglio l’auto in curva. Anche il posteriore segue bene pur rivelandosi stabile. Per spingere a dovere il 1.8 con compressore volumetrico Eaton, però, serve una pista. I suoi dati non sono stati ancora omologati ma, a detta dei tecnici Toyota, la potenza sarà attorno ai 210 cavalli con 249 Nm di coppia, numeri che, abbinati a un peso di 1.135 chili permettono alla GRMN di scattare da 0 a 100 chilometri orari in 6.3 secondi circa.

Voto 8.5 Primo contatto

La velocità massima (limitata elettronicamente) è invece di 230 chilometri orari, un dato a cui mi sono avvicinato molto sull'Antoniusbuche, il rettilineo principale del Nordschleife. Proprio sulle curve dell’Inferno Verde ho spinto al massimo la Toyota Yaris GRMN, arrivando a capire quanto questo modello possa essere prestazionale. La tenuta di strada, con pneumatici stradali, è ottima e il motore è davvero infinito. La sovralimentazione del compressore volumetrico rende corposo ed elastico il 1.8 che, fino all’intervento del limitatore a 7.000 giri non dà il minimo segno di voler ridurre la propria spinta. Le curve del Nurburgring passano una dopo l’altra a velocità folli permesse da un’ottima tenuta di strada e rese sicure da un impianto frenante con pinze a quattro pistoncini potente ma non facilissimo da sfruttare al meglio.

In un lampo è già ora di uscire dal tracciato: non mi sembra che siano passati quasi dieci minuti e avrei voluto continuare senza fine. Guidare flat out al Nurburgring è un’esperienza unica, a tratti mistica: vorrei rifarlo ancora e ancora. Il nostro turno però finisce ed è il momento di tornare alla realtà tirando le somme sulla nuova sportiva giapponese. Trattandosi di un prototipo c’è ancora qualcosa da migliorare ma poco importa: la Toyota Yaris GRMN è davvero un’ottima auto sotto tutti gli aspetti. Se non fosse per i 29.900 euro necessari per acquistarla, sarei tra i primi a prenotarla online il prossimo 27 luglio quando si apriranno i preordini dei 350 modelli destinati all’Europa che verranno poi consegnati entro il mese di aprile del 2018.

Scheda Tecnica Toyota Yaris GRMN

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