Incidente stradale: è reato non soccorrere anche se ci sono altre persone

Secondo la Cassazione per commettere il reato di fuga è sufficiente il dolo eventuale.

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L’articolo 189 del Codice della Strada punisce chi, dopo aver causato un incidente, si allontana omettendo di prestare soccorso, a prescindere dall’intervento sul luogo del sinistro di altre persone in aiuto dei soggetti rimasti coinvolti nello scontro.

Come ci ricorda il sito studiocataldi.it, la Corte di Cassazione, con la sentenza numero 32114/2017, ha rigettato il ricorso di un automobilista che era stato condannato per essere fuggito dopo aver causato un incidente. Il trasgressore aveva dichiarato di non essersi reso conto del bisogno effettivo di assistenza in quanto, sul luogo del sinistro, era presente una terza persona che, intervenendo prontamente, a suo giudizio, lo avrebbe liberato da eventuali responsabilità.

Elementi insignificanti per la Corte che per procedere alla condanna ha ritenuto sufficiente la presenza di lesioni subite dalle vittime, insieme al fatto che l’imputato, già in due diverse occasioni era fuggito. Tutti aspetti utili a dimostrare la consapevolezza della necessità di prestare assistenza, almeno sotto il profilo del dolo eventuale.

Del resto, come già riconosciuto dalla Cassazione, il dolo deve riguardare non solo l'evento dell'incidente, ma anche il danno alle persone e la conseguente necessità di soccorso. Questo secondo aspetto, però, non deve essere per forza connesso all'elemento volitivo, ma può interessare anche l'elemento intellettivo, con la conseguenza di rendere:

“Sufficiente la circostanza che l'agente rifiuti consapevolmente di accertare la sussistenza di elementi idonei a rendere il suo comportamento penalmente rilevante, accettando, quindi, l'esistenza del reato.”

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