Trump "accontenta" Xi Jinping: le auto cinesi sbarcano in Europa

Dal 2019 Saic venderà i suoi Suv nel vecchio continente, e il protezionismo USA ci guadagna

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Tra Brexit imminente dagli effetti imprevedibili, accordi sul commercio mondiale divenuti inderogabili e tensioni in Nord Corea, il mondo dell'auto europea si appresta all'ennesimo scossone. La cinese Saic sbarcherà nel vecchio continente a partire dal 2019 con una gamma di vetture che riprendono il nobile marchio sportivo britannico MG, ma saranno completamente "Made in China". Cosa cambia? La domanda casomai è perché un colosso come Shanghai Automotive Industry si sia mosso proprio ora. Conta qualcosa la grande spartizione di interessi tra gli Usa di Donald Trump e il potentissimo presidente Xi Jinping? Campo libero in Europa pur di non infastidire il protezionismo imposto dall'amministrazione americana?

In un articolo piuttosto dettagliato, la testata giornalistica Automotive News va perfino oltre il comunicato stampa rilasciato dalla Saic. Il gruppo cinese, attraverso la sua filiale in Lussemburgo avvierà la vendita delle sue vetture a marchio MG nel continente europeo, dunque una novità rispetto a quanto fatto finora, quando Saic ha riservato questi modelli esclusivamente al suolo britannico, negli ultimi 12 anni.

Punta in alto Pieter Gabriels, a capo della filiale europea di SAIC: "MG è come Alfa Romeo, un nome che nessuno ha mai dimenticato e che è impossibile distruggere”. Anche se in molti ci hanno provato, perché ricordiamolo, MG insieme alla Rover sono stati rilevati nel 2005 come conseguenza del fallimento del gruppo automobilistico britannico seguito al passaggio di proprietà, dalla tedesca BMW al poco consistente fondo di investimento Alchemy.

Cosa cambia oggi? L'annuncio di Saic apre una breccia. Il test prima dell'invasione. Shanghai Automotive Industry si concentrerà sulla produzione di Suv, con il lancio in Europa del nuovo modello compatto MG ZS, già in vendita in Cina dallo scorso anno e con il debutto della nuova generazione dello Sport Utility GS. Motori a benzina, per ora, e nessuna pronostico sulle vendite, da affidare anche a strumenti innovativi come la prenotazione sul Web. Quello che conta però è la rottura di una barriera psicologica, ovvero la commercializzazione nel vecchio continente di auto fabbricate nel paese della grande muraglia.

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Non sarà certo MG a scalare le classifiche delle immatricolazioni, ma toccherà casomai al marchio Roewe, sostanzialmente l'erede di Rover, che nel 2016 in Cina ha venduto 241,331 auto, né economiche né approssimative. Roewe è una firma molto ben giudicata, figlia anche di un arricchimento tecnologico che Saic in questi anni ha ottenuto fabbricando auto in nome e per conto di General Motors e Volkswagen. Un equilibrio che poteva restare stabile, e invece salta.

Donald Trump ha sostanzialmente chiuso il mercato statunitense ai modelli fabbricati in Cina, e ne sa qualcosa General Motors con la sua Suv compatta Buick Encore. Prodotta nella fabbrica di Shandong dalla Shanghai-GM, joint venture proprio tra Saic e il colosso di Detroit, era destinata a sbarcare negli States ma è arrivato un veto da Washington. Forse però anche un via libera per lo sbarco in Europa, a titolo di compensazione.

Numeri variabili alla mano, Shanghai Automotive Industry Corporation è la terza delle cinque grandi case automobilistiche cinesi, insieme a First Automotive Works, Dongfeng Motors Chang,a Motors e Chery Automobile. Ognuna di esse opera in joint venture con marchi europei, una modalità che ha permesso a questi ultimi di produrre nel paese asiatico le autovetture destinate a quel mercato in condominio con marchi locali. Il meccanismo serviva ad eludere i pesanti dazi di importazione derivanti dal mancato rispetto da parte della Cina dei trattati sul commercio internazionale, ma ora il presidentissimo Xi Jinping ha promesso di cambiare rotta. La Cina è pronta a diventare un paese esportatore, con una moneta profondamente svalutata e ancora una volta il via libera da parte di Donald Trump. Indebolire la Corea del Nord significa infatti prefigurare più potenza economica per la Corea del Sud, grande rivale economico proprio della Cina. Tutto si può fare, pur di ricambiare. Il primo assegno comunque lo pagherà l'Europa, e forse si chiama MG.

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