Multa: quando scatta con il semaforo giallo

Quando è permesso il passaggio con il giallo e quanto deve durare?

semaforo giallo

Passare con il giallo non è mai una buona idea, anche se è una pratica assai diffusa può condurre ad infrazioni provocate dal passaggio al rosso proprio durante l’attraversamento, cosa che accade molto spesso e di cui l’automobilista o non se ne rende conto, oppure accetta il rischio, un comportamento che, in presenza del Photored, non lascia scampo alla sanzione.

Passaggio con il giallo


L’art. 41 del Codice della Strada è dedicato ai segnali luminosi. Al comma 10 precisa che durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare i punti stabiliti per l’arresto, ovvero la striscia d’arresto, o, in mancanza di questa, non gli è permesso di impegnare l’area di intersezione, né l’attraversamento pedonale. Indicazione sempre valida, eccetto quando al momento dell’accensione della luce gialla, i conducenti vi si trovino così prossimi che non gli è più possibile arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza. In questo caso dovranno sgombrare al più presto possibile l’area di intersezione usando la massima cautela e un’opportuna prudenza. Diverso il caso in cui è prevista una lanterna semaforica gialla lampeggiante in cui è richiesta una moderata velocità e una particolare prudenza rispettando le norme di precedenza.

Semaforo giallo: durata minima


Come sottolinea lo studiocataldi.it, poiché il codice non prevede una durata minima dell’accensione della luce gialla molti sono stati i casi in cui si è discusso sulle multe spiccate in situazioni in cui il giallo rimane acceso per un brevissimo lasso di tempo.

Una questione affrontata dal Ministero dei Trasporti che attraverso una nota ha precisato le tempistiche da adottare. In particolare, basandosi su uno studio prenormativo pubblicato dal CNR, vengono indicate durate di tre, quattro e cinque secondi in base alla velocità dei veicoli in arrivo pari, rispettivamente, a 50, 60 e 70 km orari. Inoltre, si legge sempre nel provvedimento, in presenza di traffico pesante con veicoli di lunghezza massima pari a 18.75 m, compresi gli autocarri, gli autobus, i fìlobus, gli autotreni, gli autoarticolati, gli autosnodati, i filosnodati e le vetture tramviarie, è indicata una durata di quattro secondi, anche per velocità di 50 km orari.

Ai fini della massima uniformità applicativa, per la pratica, si adottano generalmente tempi fissi di quattro e cinque secondi, rispettivamente su strade urbane ed extraurbane. Possono, però, essere adottate variazioni delle tempestiche che dipendono dalla progettazione dell’impianto semaforico, dalla dimensione dell’intersezione, dalla velocità di arrivo dei veicoli e dalla loro lunghezza, ma, anche in questi casi, la durata minima deve essere sempre di tre secondi.

Decisione del Ministero sostenuta anche dalla Corte di Cassazione che con la sentenza n. 27348 del 23 dicembre 2014 ha confermato le multe spiccate all'automobilista passato col giallo dopo aver verificato la regolare omologazione dello strumento di rilevazione. Per i giudici la durata stabilita dal Ministero deve ritenersi valida in quanto il Codice della Strada non indica una durata minima del periodo di accensione della lanterna di attivazione gialla. Nel caso in esame la luce del semaforo aveva una durata pari a 3,365 secondi un tempo da ritenersi sufficiente poter attraversare l'incrocio nelle condizioni previste dal Codice della Strada.

Infine, la legittimità della tempistica è stata ribadita anche da un’altra sentenza, la n. 14914 del 16/07/2015, con la quale la Cassazione ha ricordato che il conducente nell’avvicinarsi al semaforo deve mantenere la necessaria cautela riconducibile alla ordinaria prudenza e alle concrete condizioni esistenti nell'incrocio. In particolare, nel caso affrontato, il tempo di durata della luce gialla era pari a quattro secondi, un tempo congruo perché l'art. 41, comma 10 del Codice della Strada non indica una durata minima del periodo d'accensione della luce gialla veicolare, ma si limita ad affermare un principio di portata generale.

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