Mercedes Classe S: perché è così [Live Shanghai]

Mercedes ama i cinesi, quanto i cinesi amano Mercedes: i perchè della nuova Classe S


C'era una volta la Mercedes Classe S dell'uomo d'affari, sulla sessantina o forse più. Un'automobile seria quanto il suo proprietario, che sedeva tranquillamente sul sedile posteriore e lasciava all'autista il compito della guida. Cancellate di colpo l'immagine appena descritta, perchè non è più cosi. Almeno in Cina, dove siamo venuti per il Salone di Shanghai.

Guardando la nuova Classe S, non c'è da stupirsi come il carattere sportivo, e forse un po' aggressivo, abbia preso il posto della sobria eleganza alla quale eravamo abituati: l'età media degli acquirenti qui è scesa, e di tanto. Addio commendatore, sono arrivati i rampanti 35enni, ovvero i cinesi nati attorno al 1982, quando il nostro Pertini alzava la coppa del Mondo insieme a Zoff e Bearzot. Le statistiche dicono che solo il 10% degli acquirenti utilizza un autista, vuoi vedere che di quel 90% la gran parte è composta da quei ragazzi, che magari optano per una long wheel base? L'ultimo dato che lascia atterriti riguarda ancora i 35enni: per molti di loro si tratta della prima vettura in assoluto.

Bene, ora che sono cadute tutte le nostre certezze, si può capire l'intuizione della Mercedes Classe A berlina in Cina, dove ci si aspetta che faccia vendite importanti grazie ad altri giovani, che magari non hanno un budget "considerevole" ma pur sempre "importante". Mentre qualcuno di noi storce il naso di fronte ad un design diverso dal passato, nel 2017 da queste parti Mercedes registra un ulteriore +37% per 150.689 veicoli immatricolati. Numeri che danno ragione alla casa di Stoccarda, e più in generale alla lungimirante alleanza tedesca tra industria e politica: un gioco di squadra che ha portato la Merkel a venire in Cina molto più spesso dei propri colleghi europei.

Quando il management Mercedes ha deciso di cambiare il target di riferimento, abbassandone l'età, la conseguenza è stata una accelerazione sul versante elettronica e connettività, guida autonoma e veicoli a propulsione elettrica. Proprio di queste tematiche si occupa CASE, una società completamente autonoma creata lo scorso anno da Daimler. Secondo Axel Harris, a capo di CASE, il fatto di avere propri ingegneri così come operare su mercati che possono non essere propriamente nell'orbita Mercedes (come Croove, il car sharing peer to peer su qualsiasi marca a Monaco), piuttosto che software per gestire in remoto un'automobile o la sua ricarica elettrica, è un vantaggio quando si guarda al futuro.

Per quanto riguarda l'Europa, il futuro prossimo è un progetto già avviato insieme a diversi costruttori, che porterà alla realizzazione di 400 stazioni di ricarica veloce, dove il "pieno" si farà in soli 20 minuti. Un business che vedrà protagoniste le nuove EQ, le automobili dotate di Elettricità Intelligente di Mercedes, ma che riguarderà anche l'"intrattenimento" di chi sarà in attesa del rifornimento.

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