FCA: la Germania attacca sulle emissioni

I tedeschi tornano ad attaccare FCA sulle emissioni dopo l'indagine EPA. Il ministo Calenda li invita a "occuparsi di Volkswagen".

Dieselgate Emissioni

Dopo le notizie degli scorsi giorni sull'indagine dell'EPA riguardo alle emissioni dei motori 3.0 diesel FCA montati su circa 100 mila auto americane, la Germania torna ad attaccare Fiat Chrysler Automobiles, ravvivando una diatriba iniziata oltre un anno fa. Il Ministro tedesco dei Trasporti Alexander Dobrindt ha richiesto all'Unione Europea di "garantire dei richiami" ad alcune vetture di FCA. Al centro della bufera scatenata dai tedeschi dopo lo scoppio dello scandalo, tutto teutonico, del Dieselgate, vi sarebbero i motori diesel 2.0 litri montati dalle Fiat 500X, Jeep Renegade e Fiat Doblò.

Subito dopo l'inizio del Dieselgate la KBA, la motorizzazione tedesca, aveva infatti iniziato a controllare diverse automobili vendute in Europa, trovando delle emissioni a loro detta irregolari anche su queste vetture. I tedeschi hanno attaccato asserendo che su questi tre modelli è presente un dispositivo illegale, accuse prontamente smentite da FCA e dal Governo Italiano. Ora, come evidenziato da Bloomberg, dopo svariati mesi i tedeschi sono tornati all'attacco, con Dobrindt che ha dichiarato: "Le autorità italiane erano al corrente da mesi che FCA usava dispositivi di spegnimento illegali". In aggiunta il Ministro tedesco ha asserito che FCA si è "rifiutata di chiarire", chiedendo così l'intervento della Commissione dell'Unione Europea.

Immediata la risposta di Roma. Il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha subito invitato i tedeschi a "occuparsi di Volkswagen". Dopo di lui è intervenuto anche Graziano Delrio, Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, dichiarando: "La richiesta di Berlino è totalmente irricevibile. I nostri test dimostrano che non esistono dispositivi illegali e comportamenti anomali". L'UE ha comunque esortato il Governo italiano a fornire delle "spiegazioni convincenti" nonostante la certificazione delle auto sia responsabilità diretta degli stati membri e non della stessa Unione Europea.

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