Auto e business: l'elettrico non è la carta vincente

L'auto a batteria è un autogol, almeno secondo un esperto tedesco della mobilità del futuro.

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"40 milioni di auto con motore a combustione, da sostituire con 40 milioni di vetture elettriche, non ha senso. Almeno fino a quando non troviamo un modo per riciclare i materiali, la mia opinione è che questo si rivelerà un disastro ecologico", dichiara alla testata tedesca Auto Motor und Sport  Stephan Rammler, professore e direttore dell'Instituts für Transportation Design (ITD).

Con la conversione vera e propria del parco circolante in Germania in auto elettriche, secondo Rammler, l'industria non ha la possibilità di sopravvivere. "Non ci sono possibilità, se non a costo di una radicale trasformazione", spiega Rammler con un ragionamento che si può estendere alle case di tutta Europa. Al momento, secondo lui, anche numerosi costruttori cinesi sono in grado di produrre buone auto con motore elettrico.

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"Ci sono marchi cinesi dai nomi sconosciuti in Europa, alcune di queste case, esattamente come Volkswagen potrebbero in cinque anni progettare e realizzare ottime auto a batterie, impostando in buona parte sulla digitalizzazione il modello di business, con la conseguenza di dipendere in maniera pesante dai propri fornitori", racconta l'esperto di scenari futuri riguardanti l'automobile.

Anche la guida autonoma minaccia l'industria europea dell'auto secondo Rammler, con quella che a suo parere è un'illusione: "quanto le aziende cinesi, che da tempo provano ad essere autonome rispetto alle case europee, lavoreranno in relazione all'auto a guida automatizzata con i nomi della Silicon Valley, il potere di mercato delle nostre case diminuirà".

"Il fantasma di un'intera industria", definisce così la self driving car l'esperto tedesco, che ritiene questo settore molto più adatto al trasporto pubblico, come treni o metropolitane, che non all'auto privata, "qualcosa a cui un settore in crisi si vuole aggrappare, per sopravvivere grazie alle nuove tecnologie".

La sua è una visione molto negativa del futuro, di certo rimane il fatto che a causa dell'effetto "disrupt" (distruttivo e in parte rivoluzionario) delle nuove tecnologie, l'intera industria europea dell'auto in parte si rimette in gioco, dando di conseguenza la possibilità ad aziende sconosciute e non del settore, cinesi o meno, di svolgere un ruolo importante.

 

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