Assicurazione utilizzerà i dati di Facebook per il prezzo delle polizze.

Il progetto, su base volontaria, verrà lanciato in via sperimentale il prossimo martedì.

Assicurazione

La compagnia di assicurazione inglese Admiral analizzerà i dati di Facebook con un algoritmo che stabilirà se siamo, o meno, guidatori coscenziosi, col fine di offrire tariffe mirate ai propri clienti.

L’iniziativa senza precedenti si chiama firstcarquote, ed aprirà l’ennesimo dibattito sulla privacy a cui probabilmente si aggiungerà quello sul metro di valutazione dei profili personali che verrà poi utilizzato per stabilire la polizza. Come riportato dal Guardian, l’assicurazione cercherà nei profili Facebook dei propietari di auto, elementi e tratti della personalità che possano essere indicativi per la guida sicura. Ad esempio, essere una persona organizzata, che fissa appuntamenti o che scrive frasi brevi e coincise, viene vist0 positivamente dall'algoritmo di Admiral. Viceversa, apparire troppo sicuri di se, usare spesso le parole “sempre” o “mai” potrebbe non essere conveniente. Le foto non sono comprese nei dati forniti all’assicurazione.

L’iniziativa partirà martedì prossimo ed è rivolta soprattutto ai neopatentati, ma chiunque abbia la patente di guida può aderire. L’adesione è volontaria, ed in questa fase sperimentale non sono previsti aumenti di tariffe ma solo sconti che possono arrivare fino a 350 sterline. Admiral tuttavia non esclude che firstcarquote possa in futuro espandersi.

Tutto ciò è oggi possibile grazie all’enorme espansione avuta dai social network grazie ai dati che decidiamo di pubblicare, oggi utili alle assicurazioni che studiano con interesse anche l’ascesa degli smartwatch per monitorare la salute delle persone.

Admiral smentisce che il progetto sia invasivo dei dati personali, sottolineando il fatto che chi non lo vuole, è libero di non aderire. Identica la linea di Facebook che precisa come i dati forniti rispettino la privacy e non possano essere utilizzati in alcun modo per valutare se una persona sia idonea o meno alla guida.

Inoltre, fonti vicine alla compagnia di assicurazioni, precisano come l'algoritmo utilizzato per valutare i profili affidabili alla guida sia, come l'intero progetto, in piena fase sperimentale ed è ignoto, al momento, il riscontro che avrà tra gli utenti.

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