Uber: 10.000 dollari per gli hacker che scovano i bug

Uber avvia un programma di premi in dollari per gli hacker in grado di violare l'app o il sito della società.

Uber Taxi

Il modello di business di Uber si basa su un semplice assunto: perché assumere dei dipendenti quando puoi avere un risultato migliore con dei freelance? Non è una sorpresa quindi, che la compagnia abbia fatto lo stesso tipo di ragionamento per quanto riguarda la sicurezza informatica, reclutando un esercito di hacker freelance pagati ad obiettivo e non ad ore di lavoro. In settimana Uber ha presentato il programma Bug Bounty in collaborazione con l'azienda HackerOne che prevede un pagamento per gli hacker in grado di scovare dei bug sulle app e sul sito del celebre servizio di passaggi in auto. Uber paga la bellezza di 5.000 dollari per un singolo bug, per i casi più pericolosi di minacce al sistema o al server, la cifra può arrivare fino a 10.000 dollari. Uber ha anche annunciato di voler mettere a disposizione dei potenziali hacker una mappa dei propri sistemi con i punti più vulnerabili in evidenza.

Uber e Black Cab

La mappa suona come un invito a nozze per tutti gli hacker, in cerca di premi in denaro o meno, ma sopratutto per i criminali, l'azienda però ha detto di non rivelare alcun segreto che non sia già noto e di facilitare solo il lavoro, aggregando delle informazioni. "Il nostro interesse è che chi è veramente intenzionato a svelare i nostri bus posso farlo nel modo più facile", spiega Collin Greene a capo della sicurezza dei prodotti di Uber, "crediamo che un programma di trasparenza possa essere un successo". Rimane il problema della sicurezza riguardante gli autisti di Uber, anche per quanto riguarda l'aspetto della tecnologia, del resto di sicurezza della auto connesse si parlerà sempre più nei prossimi mesi e non solo riguardo a Tesla, come è avvenuto fino ad ora.

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