Bernie Ecclestone: "La Formula Uno di oggi è la peggiore della storia"

"Ferrari e Mercedes fanno cartello. Todt? Dovrebbe lasciare la responsabilità della Formula Uno"

xxxx during qualifying for the Formula One Grand Prix of Belgium at Circuit de Spa-Francorchamps on August 22, 2015 in Spa, Belgium.


"Quando si spara si spara, non si parla". Diretto, conciso, letale quel Tuco Benedicto Pacifico Juan Maria Ramirez nella tinozza da bagno ne "Il buono il Brutto il Cattivo". Un pò come Mister Ecclestone che, alle tante frasi, ai panegirici, alle dichiarazioni di un mondo, come quello della Formula Uno, risponde con un colpo. Secco, netto. Lo fa in un'intervista al Daily Mail, scagliandosi contro la sua stessa creatura "La Formula Uno non è mai stata peggio di ora, non spenderei mai i miei soldi per portare la mia famiglia a vedere una gara".

E' un fiume in piena Mr.E e lo fa alla sua maniera: senza mezzi termini "Penso di essere un'eccezione in Formula 1, non bisogno del lavoro ne dei soldi. La maggior parte dei partecipanti pensa che il lungo termine siano due o tre gare". Come a dire: si galleggia a vista e lo si fa in un clima di sopravvivenza. Nulla di nuovo sotto al sole verrebbe da dire. Sono anni che le piccole scuderie arrancano, cercando finanziamenti, sponsorizzazioni, piloti con la valigia. Perchè la Formula Uno di oggi è un business ricco, dorato, forse anacronistico.

Non è più tempo per i garagisti, gli assemblatori: Sauber, Lotus, Marussia, Force India, tutte accomunate dalla costante ricerca di soldi, fino a quando non arrivi un costruttore che li acquisisca, per poi magari abbandonare e lasciarli nel baratro. E' la storia del Circus, ciclica e spietata. Perchè negli ultimi anni si sono alternate BMW - con la Sauber - Renault, cavallo di ritorno dopo la sofferenza degli ultimi anni del team Lotus con base Genii Capital, Toyota. Una Formula Uno che, ogni qualvolta si sia basata sui costruttori, si è ritrovata poi orfana. Le uniche eccezioni degli ultimi anni sono la Mercedes e la Ferrari.
Formula 1: Mercedes e Ferrari
La prima rimasta nel circo favorita dall'approdo di Hamilton e della nuova - vincente - era turbo. La seconda perchè identificata nella stessa Formula Uno. Ma Mister E ne ha anche per Stoccarda e Maranello, colpevoli di fare cartello "Ed i cartelli sono illegali".

"Servono gare più competitive: sappiamo che molto probabilmente la macchina che partirà in pole sarà quella di Lewis Hamilton, e probabilmente farà sua anche la gara salendo sul podio insieme ad un'altra Mercedes. Un cartello, appunto". Giusto, vero. Alla stregua di uno sport competitivo dove chi è più veloce vince, da che mondo e mondo, in base a delle regole uguali per tutte.

Regole che la FIA stessa ha voluto introdurre, in quel bagno di sangue e contanti iniziato nel 2014 con l'era ibrida-turbo dettata dal downsizing. La volontà era chiara: far entrare quanti più costruttori possibili con progetti modulari tra le varie serie FIA. La realtà parla solo di un ingresso di Honda che ancora mostra la fatica di realizzare un progetto ibrido cosi complicato, tanto da aver scoraggiato altre contendenti ad entrare.

E se Ecclestone spara parlando di cartello, sottolinea la mancanza di spettacolo. Sarà vero e giusto, ma forse ci si dimentica degli anni di totale dominio romantico di Senna e Prost e della McLaren nel 1988, tanto per fare un esempio, o del 2013 con lo strapotere Red Bull, senza dimenticare quel 2004 da ammazza-campionato di Schumacher.
Hamilton a Suzuka
Ed allora questo sparo può esser visto come il più classico dei nodi gordiani: mettere all'indice l'operato della FIA e magari al contempo - ipotizziamo - far abbassare il valore totale del pacchetto Formula Uno per poter approntare meglio una vendita da parte della CVC, il fondo d'investimento che ne detiene la maggioranza.

Non a caso, il secondo bersaglio della sua intervista è proprio Jean Todt, presidente Fia, accusato di esser concentrato sulla sicurezza stradale e poco alla massima Formula : " Jean sta facendo un ottimo lavoro per la sicurezza stradale, viaggia nel mondo, incontra persone, ma non sembra voglia fare nulla che possa destabilizzare ciò che vuole fare in sede Onu. Forse dovrebbe lasciare la responsabilità per la F.1 a qualcun altro, ho intenzione di parlargliene. Chi al suo posto? Non ne ho idea, è una decisione che spetta alla Fia".

Insomma, Mr Ecclestone ha sparato a zero sulla propria creatura, su ciò che dovrebbe vendere al Mondo intero. Un J'Accuse importante con destinatari i costruttori e la Federazione. Strano, perchè - e non potrebbe essere altrimenti - ci sono evidentemente anche le sue di impronte, su quei proiettili.
xxxx during the Formula One Grand Prix of Brazil at Autodromo Jose Carlos Pace on November 15, 2015 in Sao Paulo, Brazil.


Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 99 voti.  

I VIDEO DEL CANALE MOTORI DI BLOGO