Dalla California l'ibrido che impara a consumare meno

Gli ingegneri dell'Università della California hanno messo a punto un software che rende l'auto ibrida in grado d'imparare dai propri percorsi e risparmiare sui consumi.

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Di solito i veicoli ibridi hanno alcune modalità di guida destinate a scenari generici, come l'autostrada o il traffico cittadino. L'Università della California di Riverside ha messo a punto un nuovo sistema in grado di bilanciare l'uso dell'elettricità o del carburante nella maniera più efficiente possibile. Gli ingegneri degli States hanno messo a punto un software in grado di apprendere dalle strade e dalle condizioni del traffico percorsi solitamente dall'automobilista e gestire di conseguenza la modalità di movimento.

I sistemi attuali per la maggior parte utilizzano la modalità elettrica fino a quando la batteria è scarica, per poi passare al motore termico, in una maniera che potremmo definire "binaria", ovvero o uno o l'altro. La nuova tecnologia è invece in grado di utilizzare in maniera mista le due modalità di marcia in base alle sue esperienze, su un tragitto di prova di 32 chilometri, secondo i test sul campo, può ottimizzare i consumi del 12%.

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"Le nostre ricerche mostrano come il singolo veicolo sia in grado d'imparare a gestire i consumi in maniera efficiente dallo storico dei suoi viaggi", spiega Xuewei Qi, candidate in electrical and computer engineering at the University of California, “il prossimo passo è quello d'estendere questo sistema tramite il cloud ad una rete di veicoli che possano imparare non solo da sé stessi, ma anche tramite gli altri". Stando alla spiegazione di Qi e ai brevetti registrati in seguito alla pubblicazione della ricerca lo scorso 5 febbraio, il futuro in cui una rete di questo tipo (basata sui big data) sarà in grado di funzionare, non è troppo distante.

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Basta pensare che non tutte le vetture ibride al momento in commercio utilizzano un software "binario", per esempio la 2015 Honda Accord Hybrid utilizza la modalità totalmente elettrica, solo nelle ripartenze e nelle frenate, in alternativa adotta una combinazione destinata a consumare il meno possibile, ma non è in grado di gestire e analizzare lo storico dei percorsi. Secondo i ricercatori californiani il software che hanno messo a punto diventerà ancora più importante e rivoluzionario nell'era delle smart car, ovvero quanto i veicoli saranno tutti connessi e potranno dialogare tra loro, con buona pace della privacy di chi è al volante.

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