Tassisti rubavano le 'corse' a Fiumicino: 195 mila euro di multa

Avevano escogitato un sistema semplice quanto efficace, attraverso il quale riuscivano sempre ad avere la priorità nelle chiamate rispetto ai propri colleghi onesti.


Nove tassisti sono stati scoperti dalla polizia di frontiera aerea di Fiumicino (Roma), che ha provveduto ad elevare 114 verbali di accertamento per violazioni del codice della strada e del codice di navigazione, per un totale di 195 mila euro, oltre al sequestro di 14 transponder e di una vettura.

Proprio i transponder erano la chiave di volta per questa truffa che permetteva a questo gruppo di tassisti di ottenere sempre la precedenza nelle chiamate. Il meccanismo era semplice quanto efficace: all'aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino è attivo un sistema che prevede che il tassista abbia in dote, una volta entrato all'interno dell'area taxi, un numero progressivo per la gerarchia di chiamata dei clienti all'interno della zona dei terminal.

Tale procedura veniva gestita da un trasponder. Si tratta altresì di una sorta di telepass che invia un segnale di posizione e che deve essere posizionato all'interno degli autoveicoli in maniera unica. Qualora la chiamata presenti una corsa di durata troppo breve o abbia un annullamento da parte del cliente, i tassisti possono accedere nuovamente alla zona predisposta davanti i terminal senza perdere la priorità acquisita, ma solo a condizione che tale 're-ingresso' avvenga entro i 20 minuti successivi.

Proprio su questo punto, i 9 tassisti sfruttavano la situazione. Questi infatti si scambiavano i propri trasponder in modo tale da riuscire ad ottenere anche 10 accessi consecutivi nei 20 minuti di 'reintegro' all'interno dell'area. In questo modo riuscivano ad ottenere sempre maggiori corse rispetto ai propri colleghi.

Ma la vicenda ha portato alla luce anche un broglio sul costo delle corse. Già perchè in una delle vetture controllate è stato sequestrato un apparecchio elettronico che permetteva di alterare il costo interagendo sul tassametro azionando un piccolo telecomando.

L'indagine ha avuto inizio a seguito di una denuncia di una passeggera che aveva preteso proprio il rispetto delle regole comunali in merito ai costi della corsa, mentre il tassista voleva applicare un regime forfettario previsto unicamente per le corse da Fiumicino fino alle Mura Aureliane di Roma. Proprio il tassista aveva abbandonato oltretutto la donna in autostrada con i propri bagagli.

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