Obama: una tassa sul petrolio per guida autonoma ed ecologica

Il piano dovrebbe prevedere 4 miliardi per la guida autonoma e le piattaforme di comunicazione V-2-V e due miliardi per la ricerca su "veicoli puliti".


Gli Stati Uniti puntano forte sulla guida autonoma e sulla propulsione ecologica. Perlomeno, questa è la volontà dell'amministrazione Obama, arrivata alle ultime fasi del proprio mandato. La volontà dei Democratici al governo, sarebbe infatti quella di proporre una tassa di 10 dollari sul costo al Barile del Petrolio, da sottoporre al piano di bilancio fiscale 2017. La volontà è proprio quella di investire il ricavato in iniziative di ricerca sul clima e sui nuovi mezzi di trasporto a guida autonoma e green.

"Inserendo una tassa sul petrolio, il piano del presidente crea un chiaro incentivo per l'innovazione del settore privato per ridurre la nostra dipendenza dal petrolio e al tempo stesso investe in tecnologie energetiche pulite che alimenteranno il nostro futuro"

La nota ufficiale della Casa Bianca

Non è ancora chiaro chi dovrebbe pagare tale tassa, trattandosi ancora di una proposta in fase embrionale. Dalla Casa Bianca - come riportato dal sito Bloomberg - sottolineano come tale tassa andrebbe a inficiare sulle compagnie petrolifere, senza però ripercussioni "alla pompa". La proposta dovrebbe prevedere un investimento di 20 miliardi di dollari complessivi per la riduzione del traffico ed il miglioramento della mobilità, di cui quattro miliardi per la guida autonoma e le piattaforme di comunicazione vechile-to-veichle e due miliardi per la ricerca su "veicoli puliti".

Ovviamente soddisfatte della notizia le associazioni ambientaliste "la visione del Presidente Obama sottolinea l'inevitabile transizione dal petrolio; investimenti del genere ci conducono lungo la strada per un futuro di energia pulita al 100%" ha spiegato il direttore esecutivo del Sierra Club Michael Brune.

Critiche da parte dei Repubblicani (che detengono la maggioranza al Congresso). Il senatore Jim Inhofe, presidente della commissione ambiente e lavori pubblici, ha convenuto sulla necessità di un miglioramento dei trasporti a livello nazionale, ma si è mostrato contrario a tale imposta sul petrolio.


Anche Neal Kirby, portavoce per l'Independent Petroleum Association of America ha detto la propria "In un momento in cui le compagnie petrolifere stanno attraversando la più grande crisi finanziaria in oltre 25 anni, non ha molto senso aumentare i costi sul settore." Il riferimento è ovviamente al calo considerevole del prezzo del greggio, tanto che nell'ultimo anno, le quotazioni americane sono calate del 13%, portando quindi ad un impatto deciso sulla domanda verso alimentazioni alternative.

Cosa comporterà tale vicenda? Innanzitutto bisognerà vedere se il piano verrà approvato, cosa non scontata ma anzi, estremamente complicata, considerata la forza parlamentare dei Repubblicani che parlano di possibilità di approvazione "prossima allo zero". Quel che è certo è che, tra la discesa del prezzo del Greggio (e al contempo la debolezza del Dollaro USA), lo scandalo sulle emissioni, e la continua ricerca sui sistemi di guida autonoma (con l'approvazione della nuova regolamentazione della viabilità in Nevada ad esempio), la volontà di un cambio di mentalità sta prendendo sempre più piede al di là dell'Oceano.


Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 1 voto.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

I VIDEO DEL CANALE MOTORI DI BLOGO