Mercato auto Italia: +17.4% a gennaio

Continua la crescita del mercato italiano dell'auto; piccole, medie e crossover rimangono le preferite. Forte incremento delle auto alimentate a benzina, complice il prezzo del petrolio molto favorevole.

petrolio

Con 155 mila nuove immatricolazioni in crescita del 17,4% nel mese di gennaio appena chiuso, il 2016 dell’auto in Italia ha messo la prima ipoteca sull’obbiettivo di portare il mercato nazionale a quota 1.650.000 rispetto al 1.575.000 del 2015 cresciuto a sua volta del 15,7%. Ciò nonostante resta sempre cauta l’associazione dei concessionari che continua scioccamente a “sognare” il ritorno alle quote 2007 senza mai aggiornarsi al nuovo scenario. A parte questo, riferendosi al gennaio 2014 con 118.000 immatricolazioni e 131.400 nel gennaio 2015, rimane dunque confermata l’accelerazione costante e il rinnovamento, seppur troppo lento, del disastrato parco circolante in netto contrasto con il pessimo andamento della “questione ambientale”. Non a caso le associazioni dei costruttori e delle loro reti di vendita insistono, inascoltati, a proporre alle istituzioni soluzioni meno banali quanto inutili come quelle dei blocchi del traffico a macchia di leopardo. E’ evidente ormai la reale disponibilità degli automobilisti ad affrontare il sacrificio della sostituzione delle auto troppo vecchie anche a fronte della palese incapacità (e, se posso dire, ignoranza) delle autorità centrali e periferiche alla gestione della mobilità pubblica e privata.

A conferma della buona volontà dei consumatori i dati appena diramati dal Ministero dei Trasporti ed elaborati da Anfia e Unrae, segnalano la ulteriore crescita di tre punti nella quota di clienti privati salita in gennaio al 66%, pari a un +23,7% degli acquisti, cui si può aggiungere anche la crescita dei noleggi a breve termine di quasi il 30%. In buona sostanza si legge fra le cifre una logica di acquisti e di uso più che razionale e che meriterebbe di essere presa nella giusta considerazione. Al contrario, un altro fattore non indifferente a sostegno del mercato e di una migliore qualità del parco circolante, come il diminuito costo dei carburanti, è stato considerato ancora una volta una opportunità per l’erario che ha portato la quota fiscale al 65% dei prezzi alla pompa.

E, a proposito di carburanti e di relative scelte da parte dei nuovi acquirenti, le auto a benzina sono cresciute del 32%, i confronti sono sempre riferiti allo stesso mese del 2015, seguite comunque dalle “famigerate” diesel con un +20,2% ai danni delle auto a GPL e metano entrambe in discesa del 27,5%. E’ ormai fin troppo evidente che le due soluzioni più ecologiche sono considerate dagli acquirenti solo l’ultima spiaggia per risparmiare sui costi: l’offerta è minima e la distribuzione del metano molto scomoda senza altro tipo di incentivi concreti. Lo stesso discorso può valere anche per le ibride quantunque in ascesa (+43%) ma con una rappresentanza di appena 3.250 unità in gennaio che corrispondono alla risibile quota del 2,1%. Il caso delle ibride è un altro lato critico del panorama generale italiano: della efficienza ottimale sotto ogni punto di vista, prestazioni, consumi ed emissioni, non ci sono dubbi. Più discutibile, semmai, l’effettivo risparmio che non dovrebbe, tuttavia, essere l’unica motivazione d’acquisto. Sta di fatto che in Italia le ibride non riescono ancora, dopo anni, a raggiungere la quota che meriterebbero e non possono contare neppure su una scelta “politica” di trasformazione del parco circolante.

Per finire sul fronte delle scelte registrate in gennaio, cifre alla mano si conferma sempre di più la spiccata preferenza nei confronti delle medie e piccole rispettivamente a +28,1% e 23,7% mentre, piaccia o no agli osservatori più critici, le crossover mantengono la leadership della crescita con un +41,2% (30.000 unità) a fronte del +16,2% delle berline (85.000 unità). In totale le due categorie hanno coperto 115.000 immatricolazioni sul totale complessivo di 156.000 mentre altre 24.000 sono state rappresentate da fuoristrada e station wagon. Parlando invece delle singole marche, sono praticamente quasi scomparsi i segni meno e, come si può notare dalla tabelle dell’Unrae, molte sono state al di sopra della quota media di crescita del mercato totale.

Fra le Case che sembrano meritare una specifica segnalazione, Volkswagen sempre sotto osservazione per i noti fatti si è difesa piuttosto bene a +16,4%, sempre primo gruppo e marca in Italia dopo la Fiat, con Golf e Polo nelle top ten in sesta e ottava posizione. Dal canto suo il gruppo nazionale ha mantenuto il suo trend sulla quota del 28,8% leggermente migliore rispetto allo scorso anno. Bene le francesi: Renault (con Dacia in lievissima flessione), Peugeot e Citroen sono tutte al di sopra della media. Fra le marche di quote minori e in costante ascesa, a parte come sempre Kia (+28,3%) meglio della capogruppo Hyundai (+11,6%), Jaguar ha festeggiato il suo anniversario con un salto a 250 vetture in gennaio contro le 38 del 2015. Marche del mese, fra le emergenti, ancora una volta Mazda che ha superato la barriera delle 1.000 unità sul mese, oltre il doppio rispetto allo scorso anno, e Volvo con un buon +11%.

I dati statistici di UNRAE

Photo Credit: Flickr

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