Rally Monte Carlo: la doppietta Volkswagen vista in prima fila

Rally Monte Carlo - Bastano queste tre parole per far venire la pelle d'oca agli appassionati. Una gara mitica, ormai giunta all'ottantaquattresima edizione, che ha visto sfide epiche tra i più grandi rallysti di tutti i tempi. Da Sandro Munari a Miki Biasion, passando per Makinen, Chiron, Rohrl e Sainz fino ad arrivare al dominio francese delle ultime sei edizioni. A dare il via alle danze fu Bryan Bouffier nel 2011, aprendo la strada alle due vittorie consecutive di Sebastien Loeb per poi arrivare a Sebastien Ogier che, dominando l'edizione 2015, ha collezionato tre vittorie di fila nel Principato con la Volkswagen Polo R WRC.

Con un tempo di 3 ore, 49 minuti e 53 secondi Ogier ha preceduto di un minuto e 54 secondi il compagno di squadra Mikkelsen, staccando di 3 minuti e 17 secondi la Hyundai di Neuville. Una doppietta che sarebbe potuta essere una tripletta se Latvala non avesse avuto problemi finendo in un fosso con la sua Volkswagen Polo durante la giornata si sabato quando era a ridosso delle prime posizioni. Ma da cosa è maturata una vittoria così importante per Volkswagen? A spiegarcelo è stato chi questo Rally l'ha corso, e vinto, tante volte, Luis Moya, ex navigatore di Carlos Sainz ed ora uomo Volkswagen Motorsport.

Moya ci ha raccontato come i Rally siano cambiati negli ultimi vent'anni e di come il Rally di Monte Carlo sia rimasto un'entità a parte, una gara particolare. I centri assistenza si devono infatti muovere a seconda degli stage di giornata, trasferendo camion e tecnici per centinaia di chilometri. Oltre a questo le strade attorno a Monte Carlo sono piene di insidie: sul tracciato di gara è facile trovare brevi tratti d'asfalto asciutto seguiti da qualche centinaio di metri di ghiaccio o neve. Queste caratteristiche rendono quasi imprevedibile l'esito di ogni stage.

La scelta degli pneumatici è dunque fondamentale. Luis Moya ci ha spiegato come spesso i piloti scelgano di partire con quattro gomme da asfalto montate, portandosi dietro due pneumatici chiodati nel bagagliaio. Questo per poter scegliere al momento giusto di fermarsi tra una prova e l'altra a sostituire due ruote. La particolarità è però che gli pneumatici chiodati non vengono montati sullo stesso asse, ma sulle ruote opposte. Si possono così vedere auto con gomme chiodate all'anteriore destra ed alla posteriore sinistra abbinate ad altre due gomme da asfalto.

Questo per avere un minimo di aderenza nelle fasi di guida su ghiaccio e neve, potendo poi sfruttare il gri degli pneumatici da asfalto sui tratti di strada pulita. Soluzioni che praticamente si vedono solo nel Rally, uniche e particolari. Così come unica è la cornice del Principato di Monaco, dalle strade di montagna alle zone marittime, fino ad arrivare alla Rocca di Monte Carlo dove il sovrano Alberto II di Monaco ha premiato i vincitori.

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