Renault: 15.000 richiami per verifiche sulle emissioni

L'annuncio è arrivato dal ministro dell'ecologia francese e "ci sono altri marchi che non rispettano le norme"

Bandiera Renault

Renault – Dopo le perquisizioni ed il crollo in Borsa della scorsa settimana, c’è un nuovo sviluppo sul caso Renault. La casa francese dovrà richiamare in fabbrica 15.000 veicoli, prima che vengano messi in vendita, per regolare i motori ed i livelli di emissioni. L’annuncio è stato dato direttamente dal ministro dell’ecologia francese Segolene Royal, in un’intervista all’emittente transalpina RTL.

Il costruttore della Losanga è stato convocato ieri dalle autorità francesi proprio su questo tema e “si è impegnata a richiamare un certo numeri di veicoli, oltre 15.000, per una verifica ed una corretta regolazione – le parole del ministro – affinché il sistema anti inquinamento e di filtraggio funzioni in tutte le condizioni termiche”.

Il problema, infatti, riguarda le temperature estreme: “I controlli dovranno riguardare le emissioni quando la temperatura ambientale è molto alta o sotto i -17 gradi - ha proseguito il ministro - perché in quelle condizioni l’impianto di filtraggio degli scarichi non lavora più”. Renault non è l’unica casa sotto osservazione: “Ci sono altri marchi che non rispettano le norme”, senza però citare espressamente quali sono le altre case fuorilegge.

Renault, perquisizioni e crollo in Borsa

Renault

14/1/2016 – Non è una giornata positiva per le case automobilistiche in Borsa: dopo il crollo fatto registrare da FCA, c’è quello di Renault. Come riportato da France Presse, il titolo è arrivato a perdere fino ad oltre il 20%, arrivando ad una quotazione di 67,570 euro: si tratta della peggior seduta in Borsa del gruppo dal novembre 1994, bruciando oltre 5 miliardi di capitalizzazione.

Il motivo di questo crollo è legato alle indiscrezioni arrivate in mattinata, secondo cui ci sarebbero state effettuate delle perquisizioni della polizia antifrode francese in alcuni siti produttivi del marchio della Losanga. Il tema di queste ispezioni, avvenute lo scorso 7 gennaio, potrebbe essere legato a possibili frodi sulle emissioni, in particolare sulle centraline di gestione del motore, sul turbodiesel Energy 1.6 dCi da 130 e 160 CV, con cui è equipaggiata la Espace.

Renault ha confermato le ispezioni della passata settimana, spiegando che “gli investigatori hanno deciso di effettuare controlli aggiuntivi nelle fabbriche”. E, questi test in corso "non evidenzierebbero la presenza di un software truccato sui veicoli Renault”, dichiarando che l’azienda “sta pienamente cooperando con le ulteriori indagini in corso”.

Caso Renault: il comunicato dell'azienda

14/1/2016

"Dopo la rivelazione pubblica da parte dell'EPA – Agenzia americana di protezione dell’ambiente – dell’esistenza di un software tipo Defeat Device presso un noto costruttore automobilistico, il governo francese ha istituito una Commissione tecnica indipendente.
La Commissione tecnica indipendente – detta Commissione Royal – ha la missione di verificare che i costruttori francesi non abbiano equipaggiato i loro veicoli con software equivalenti.
In questo contesto, l'UTAC sta attualmente testando 100 veicoli in circolazione, di cui 25 di Marca Renault, un numero che rispecchia la quota di mercato di Renault in Francia. A fine dicembre 2015 erano già stati testati 11 veicoli, di cui 4 Renault, il che ha permesso ai poteri pubblici francesi di avviare un dialogo intenso e fruttuoso con l’ingegneria di Renault.

La Direction Générale de l'Energie et du Climat (DGEC - Direzione Generale dell’Energia e del Clima), interlocutore pilota della Commissione tecnica indipendente per conto del ministero francese dell’Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell’Energia, ritiene fin d’ora che la procedura in corso non evidenzierebbe la presenza di un software truccato montato sui veicoli Renault.
Si tratta di una buona notizia per Renault.
I test in corso consentono di anticipare soluzioni migliorative sia per i veicoli Renault che usciranno dagli stabilimenti sia per quelli in circolazione, che il Gruppo Renault ha deciso di presentare rapidamente sotto forma di un Piano Emissioni Renault, teso a rafforzare le performance energetiche dei nostri veicoli.
Parallelamente, la DGCCRF ha deciso di far realizzare un complemento d’indagine in loco, destinato a validare definitivamente i primi elementi di analisi registrati dalla Commissione tecnica indipendente.

La DGCCRF si è recata presso il Quartier Generale, il Centro Tecnico Renault di Lardy e il Technocentre di Guyancourt. Le équipe di Renault assicurano la loro piena cooperazione ai lavori della Commissione Royal e alle indagini complementari predisposte dal ministero dell’Economia.
Dopo il successo della COP 21, Renault intende accelerare il proprio coinvolgimento a favore di soluzioni industriali utili alla tutela del pianeta.
Il Gruppo Renault è presente fin d’ora nella top 3 (1° nel 2013, 2° nel 2014) dei programmi di miglioramento dell’impronta CO2. Da 3 anni, il Gruppo Renault ha concretamente ridotto del 10% la carbon footprint dei suoi veicoli
".

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